FRANCESCA CHILLONI
Cronaca

La Camera penale accusa la pm Salvi

Processo affidi, scontro in aula tra l’accusa e l’avvocato Bauccio che tutela uno degli imputati "Attacco alla funzione difensiva".

La Camera penale accusa la  pm Salvi

La Camera penale accusa la pm Salvi

Il processo sui presunti affidi illeciti di bambini in val d’Enza – passato alle cronache come ’Angeli e demoni’ – segna un duro scontro tra la Camera penale (l’associazione degli avvocati penalisti) e la Procura di Reggio. La Camera penale, in particolare, parla di "attacco alla funzione difensiva che si traduce in un attacco alla stessa idea di libertà".

Che cosa è accaduto? Secondo quanto riferito dalla stessa associazione – che ieri ha diffuso un comunicato a firma del presidente, avvocato Luigi Scarcella – l’udienza del 10 giugno scorso è stata teatro di una lite tra il pubblico ministero Valentina Salvi e uno degli avvocati difensori, Luca Bauccio.

Quando il Pm ha comunicato al tribunale che una testimone non avrebbe potuto essere presente a causa di una malattia (dal 9 all’11 giugno) uno dei difensori ha chiesto al Collegio di disporre una visita fiscale a carico del testimone assente; un altro difensore, Luca Bauccio, presa visione del certificato medico, si è associato alla richiesta del collega facendo notare che nel certificato non veniva specificato di quale malattia si trattasse. Il Pm ha ribattuto che l’indicazione della malattia non era affatto necessaria, e l’avvocato – di rimando – ha commentato: "Credo che sia un modo che va molto in voga nelle zone dalla dottoressa (..., riferendosi alla testimone) diagnosticare malattia senza diagnosi".

Il pm ha quel punto ha ripreso la parola per annunciare che avrebbe trasmesso il verbale in Procura per procedere nei confronti dell’avvocato, reo di aver diffamato la testimone; l’avvocato ha replicato che l’azione del pm si stava semmai configurando come un’intimidazione nei suoi confronti, essendo la diffamazione perseguibile su querela di parte (e dunque della testimone assente) e non d’ufficio; e che avrebbe avrebbe richiesto a sua volta la trasmissione del verbale in Procura e agli organi competenti intravvedendo nel comportamento della controparte un atteggiamento tale da configurare il delitto di violenza privata.

Fin qui, la ricostruzione della Camera penale.

Il presidente Scarcella ricorda che "è legittima la critica, anche vivace, sarcastica, aspra che il difensore intende muovere", che non può configurarsi il reato di diffamazione, che la condotta del pm rappresenta "un’azione in grado compromettere, condizionare, mettere in pericolo la libertà del difensore"; che "questa modalità accusatoria non è in linea con il ruoto di un pubblico ministero scevro da intenti arbitrariamente inquisitori" ed esprime solidarietà al collega difensore Luca Bauccio.