DANIELE PETRONE
Cronaca

La campionessa discriminata: "Servizio disabili non garantito. Non ho potuto prendere il treno"

La denuncia di Ana Maria Vitelaru: "Dovevo andare dalla Mediopadana a Milano per un premio. Per lo sciopero mi hanno annullato il biglietto, ma per i normodotati la corsa è stata regolare".

La campionessa discriminata: "Servizio disabili non garantito. Non ho potuto prendere il treno"

La campionessa discriminata: "Servizio disabili non garantito. Non ho potuto prendere il treno"

Reggio Emilia, 12 novembre 2023 – "Non ho potuto prendere il treno alla Mediopadana perché il servizio per aiutare i disabili nella salita e nella discesa era in sciopero. Però per i normodotati il viaggio era garantito...". Una storia di discriminazione quella che denuncia Ana Maria Vitelaru, 40enne atleta paralimpica della Nazionale italiana e campionessa di handbike, romena d’origine, ma reggiana d’adozione.

Ana Maria, ci racconta che è successo?

"Venerdì ero attesa a Milano al ’Giro d’Onore’ (un evento di gala nel quale si consegnano gli ’oscar del ciclismo‘, ndr). Giovedì ho prenotato il biglietto per un Frecciarossa che partiva dalla stazione alta velocità di Reggio, chiamando l’apposito numero per disabili necessario ad attivare il servizio di montacarichi per salire e scendere dal treno. Poi mi hanno richiamata...".

Niente servizio?

"Esatto. Mi hanno detto che a causa dello sciopero generale, il servizio non poteva essere disponibile. Perciò sono stata costretta a disdire il biglietto. Per fortuna quel sant’uomo del mio meccanico Rino Parmeggiani ha potuto accompagnarmi in auto a Milano e così non mi sono persa il mio quinto personale ed orgogliosissimo ‘giro d’onore’ in carriera. Però se ripenso a quello che è successo, mi viene una rabbia...".

Cos’è che le ha dato più fastidio?

"Non ho nulla contro lo sciopero che avrà anche validi motivi. Ma Trenitalia, dato che il servizio di assistenza disabili è un appalto esterno e sapendo dei possibili disagi, avrebbe potuto almeno quel giorno organizzarsi di conseguenza. Anche perché, il treno era funzionante per tutti e ha viaggiato regolarmente. Tranne però per i disabili. Questa non è discriminazione...?".

Eccome che lo è. In Italia proprio non ce la possiamo fare ad essere inclusivi, vero...?

"Devo tanto a questo Paese che non finirò mai di amare e ringraziare. Ma sulle barriere architettoniche siamo indietro".

Anche a Reggio?

"Sì. Se non avessi la patente e fossi costretta ad andare coi mezzi pubblici da Castelnovo Sotto dove abito fino a San Maurizio di Reggio dove lavoro (fa la sarta per MaxMara, ndr) sarebbe impossibile. In centro storico non ne parliamo, non vengo quasi mai. Quasi tutti i negozi sono senza pedane e hanno gradini che non mi permetterebbero di entrare con la carrozzina. Per principio, i miei soldi non glieli dò...".

Da chi dovremmo prendere esempio?

"Cito due modelli. A Peschiera del Garda ogni bar, ristorante, gelateria e negozio ha la stessa pedana. Il Comune ha di fatto obbligato a metterla. E io posso andare ovunque senza dover elemosinare, suonare campanelli o altro. Solo a Reggio si dice che non si possa fare... A Londra invece per salire su un mezzo pubblico non devo prenotare giorni prima il servizio, basta mettersi alla fermata che l’autista si posiziona attacco al marciapiede, cala la pedana e... voilà. In Italia la pedana sui bus è un optional...".

La vedrei bene in politica: con la sua determinazione e il suo esempio potrebbe davvero migliorare le cose...

"Mi piacerebbe impegnarmi, ma già lo faccio in realtà incontrando i bambini delle scuole. Il 5 dicembre sarò a Bagnolo".

La sua è una storia potente.

"A 17 anni mi hanno amputato entrambe le gambe. Ero in stazione in Romania, sono scivolata sui binari ed è arrivato il treno... Ma sono fortunata. E se non mi fosse capitato tutto ciò, forse non sarei diventata la campionessa di oggi. Cerco di vederla così. Sono la prova vivente che si può arrivare dove si vuole...".

E dove vuole ancora arrivare?

"Mi sto preparando per le Paralimpiadi di Parigi 2024...".

E di certo non andrà in treno, lei che in handbike va molto più forte...