Alle scuole medie Lelio Orsi di Novellara aveva frequentato solo il terzo e ultimo anno, con ammissione e superamento dell’esame. Saman Abbas, appena arrivata in Italia proveniente dal Pakistan, si era ben inserita nella scuola locale, dimostrando capacità di apprendimento notevoli. Così la ricordano alcuni insegnanti dell’istituto novellarese. Fra loro anche Edie Pavarini, all’epoca vicedirigente, oltre che referente di un progetto di alfabetizzazione per i ragazzi in arrivo dall’estero e che non hanno alcuna conoscenza...

Alle scuole medie Lelio Orsi di Novellara aveva frequentato solo il terzo e ultimo anno, con ammissione e superamento dell’esame.

Saman Abbas, appena arrivata in Italia proveniente dal Pakistan, si era ben inserita nella scuola locale, dimostrando capacità di apprendimento notevoli.

Così la ricordano alcuni insegnanti dell’istituto novellarese. Fra loro anche Edie Pavarini, all’epoca vicedirigente, oltre che referente di un progetto di alfabetizzazione per i ragazzi in arrivo dall’estero e che non hanno alcuna conoscenza della lingua italiana.

Professoressa Pavarini, cosa ricorda di Saman?

"Non ricordo molto, in quanto alla mia attenzione solitamente venivano posti i casi di studenti con difficoltà e problemi. Non avendo avuto segnalazioni particolari su di lei significa che il suo rendimento scolastico era positivo".

Ma aveva partecipato al vostro progetto di alfabetizzazione?

"Certo. I ragazzi che arrivano dall’estero e non conoscono l’italiano vengono inseriti gradualmente in classe, altrimenti non sarebbero in grado di seguire le lezioni nella nostra lingua. Partecipano da subito a lezioni di educazione fisica, musica, matematica. Ma per le materie come storia, geografia, italiano e scienze occorre sapere l’italiano. Per questo abbiamo un progetto specifico".

Saman, dunque, da voi si è dimostrata una studentessa capace.

"Certo. Capace e in grado di ottenere buoni risultati. Per essere ammessi all’esame e per superarlo occorre una minima preparazione. Altrimenti si ripete l’anno".

E’ vero che Saman intendeva frequentare il liceo e, magari, l’università?

"Sappiamo che voleva proseguire la scuola dopo la terza media. Pare che la famiglia non avesse piacere che lei si spostasse da Novellara. Se il problema era il viaggio, avevamo consigliato di iscriversi all’istituto professionale Carrara, che a Novellara c’è". Ma il vostro suggerimento non è stato seguito?

"Sono diverse le famiglie che optano per la scuola superiore vicino casa, anche come soluzione temporanea. Cominciano a frequentare il Carrara, poi col tempo decidono".

Per Saman, invece, non c’è stato nulla da fare…

"Sembra proprio che i genitori abbiano compiuto scelte diverse. E la ragazza non aveva proseguito gli studi dopo l’esame di terza media".

Il caso di Saman pare legato a presunte nozze combinate dai genitori.

Cosa ne pensa?

"Che non è stato l’unico caso di cui ci siamo occupati a scuola. Ora sono in pensione, ma negli anni di dirigenza abbiamo intercettato diversi episodi simili, che abbiamo risolto in modo positivo coi servizi sociali: qualcuno con l’allontanamento dei figli dai genitori, altre volte con una riappacificazione".

Antonio Lecci