FRANCESCA CHILLONI
Cronaca

La guerra dell’erbazzone reggiano. Ricorso bis blocca il marchio Igp

Sfoglia Torino porta il riconoscimento al Tar del Lazio, i produttori locali: "Ci difenderemo"

La guerra dell’erbazzone reggiano. Ricorso bis blocca il marchio Igp

La guerra dell’erbazzone reggiano. Ricorso bis blocca il marchio Igp

L’Igp dell’Erbazzone Reggiano precipita nel gorgo giudiziario-amministrativo del Tar del Lazio. Il provvedimento del ministero dell’agricoltura, che il 4 giugno aveva riconosciuto l‘Indicazione geografica protetta, è stato impugnato davanti al tribunale amministrativo capitolino dalla società Sfoglia Torino, proprietaria del noto marchio reggiano "Righi". La vicenda è semplice e paradossale. Un’azienda piemontese acquista un’impresa storica reggiana, un marchio di primaria importanza riconosciuto non solo dai consumatori ma anche dal mercato, e sostiene di poter continuare a produrre il prodotto tipico della tradizione locale in un’altra regione, lontano dalle terre in cui l’erbazzone è nato e per secoli è stato perfezionato fino a diventare uno degli street food più apprezzati in Italia. E questa pretesa sta rendendo un percorso a ostacoli il riconoscimento europeo dell’Igp. L’Associazione Produttori Erbazzone Reggiano ha conferito allo studio legale Giuseppe Pagliani-Gianluca Dallari l’incarico di difenderla e tutelarla in questo procedimento. "L’associazione – affermano gli avvocati – esprime profondo disappunto per tale azione giudiziaria. Appare incredibile che un’azienda, per di più proprietaria di un marchio reggiano storico, tenti di interrompere l’iter positivo, da poco avvallato dal ministero dell’agricoltura, per il riconoscimento dell’Igp all’Erbazzone Reggiano". L’associazione, aggiungono, "ritiene ciò particolarmente grave se si considera che tutte le istituzioni locali unite e capeggiate dal governo ambiscono a raggiunge in tempi brevi anche l’avvallo di Bruxelles a completamento del percorso iniziato anni fa per un’importante produzione agroalimentare locale, quale lo storico Erbazzone Reggiano". Gli avvocati fanno sapere che l’associazione si costituirà nel procedimento a difesa del provvedimento impugnato e "darà battaglia in tutte le sedi opportune per far sì che all’Erbazzone reggiano sia riconosciuta l’importante tutela della Igp".

L’erbazzone, tra i cibi più amati e riconoscibili della tradizione reggiana fin dal medioevo, sarebbe pronto a entrare tra le Dop e le Igp dell’Emilia-Romagna, che sono già 44, se non fosse per questa diatriba. Il Masaf in aprile aveva bocciato l’opposizione di Sfoglia Torino srl, che nel 2017 aveva acquisito la Righi srl, e che intendeva trasferire parte della produzione in Piemonte continuando a usare il nome tipico. Il ministero aveva accolto in pieno le contro-deduzioni presentate dall’associazione, nata per tutelare e promuovere la torta salata d’erbe a base di spinaci, bietole e Parmigiano-Reggiano stagionato. La strada pareva spianata: sembrava spettasse solo alle autorità europee di dare l’ok definitivo all’Igp. Ma la Sfoglia Torino, che evidentemente ha vantaggi economici a concentrare la produzione in Piemonte, si oppone a un riconoscimento di tipicità che invece chiedono le imprese locali reggiane – Nonna Lea, Fattoria Italia, Bottega Gastronomica, La Vecchia Resdora e Big – riunite nell’associazione.