FRANCESCO PIOPPI
Cronaca

La Regia cambia passo: 7 punti in tre match

Dopo la sosta, la squadra ha una media stellare (2,33 punti a partita) e il volto di Janis Antiste: due gol nelle ultime due sfide .

La Regia cambia passo: 7 punti in tre match

La Regia cambia passo: 7 punti in tre match

Da quando il mercato estivo ha chiuso i battenti nella serata del primo settembre, sia il direttore Goretti che il presidente Salerno hanno sempre ripetuto una cosa: ‘I tifosi dovranno avere un po’ di pazienza, perché la vera Reggiana inizieremo a vederla dopo la sosta di ottobre: è stato cambiato tantissimo e bisogna dare il tempo ai nuovi arrivati di inserirsi al meglio’.

Una frase che a chi è pessimista per natura suonava come una sorta di ‘alibi’ per un inizio costellato di alti e bassi, ma che invece – dati alla mano – si sta rivelando sostanzialmente ‘profetica’.

Nelle 9 partite giocate prima dello stop annunciato, la squadra di Nesta ha infatti raccolto 8 punti, frutto della vittoria con lo Spezia e dei pareggi con Como, Parma, Cremonese, Pisa e Bari. Una media da 0,88 ad incontro che – se spalmata sulle 38 gare previste – avrebbe praticamente condannato i granata alla retrocessione perché arrivare a fine campionato con 33-34 punti in classifica (33,7 per l’esattezza) negli ultimi anni ha sempre significato Serie C ‘automatica’. Come da pronostico invece, dopo la sosta è arrivata una Reggiana che – pur con tante cose ancora da sistemare – ha cambiato marcia.

Il campione è certamente limitato, ma racconta di sette punti raccolti in tre partite: vittorie con Venezia e Feralpi e pareggio (con rimpianti) nell’ultima con il Lecco.

Una media stellare, da 2,33 punti a gara che se tenuta nelle restanti 26 partite ‘rischierebbe’ di proiettare addirittura direttamente in Serie A visto che l’anno scorso il Genoa è stato promosso con 73 punti e la Cremonese, l’anno prima, con 69. Il totale, tra punti fatti e ‘proiezione attuale’ direbbe 68,75.

Ovviamente è un ragionamento ‘iperbolico’, ma che conferma come la Reggiana di Nesta abbia davvero cambiato spartito e adesso, senza montarsi la testa, possa ambire a conquistare una salvezza ‘tranquilla’ e poi vedere se si potrà guadagnare qualche posizione in più.

Ma a cosa si deve questa ‘metamorfosi’ post ‘sosta nazionali’?

I fattori sono molteplici, ma ci teniamo a sottolinearne in particolare due. Il primo è rappresentato dalla fase difensiva, perché la Reggiana – che prima viaggiava a 1,44 gol subiti a partita, adesso ne ha preso solo uno nelle ultime tre (0,33) e anche a costo di passare per ‘antiquati’, per noi la miglior regola per avere basi solide è ‘in primis non prendere gol’.

Il secondo aspetto riguarda invece proprio quello che ribadivano a gran voce i massimi dirigenti: l’inserimento dei nuovi. Tra tutti i nomi, spicca quello di Janis Antiste, bollato troppo presto da alcuni addetti ai lavori come inconsistente. Il ‘bomberino’ francese dopo la sosta si è sbloccato e ha segnato sia con la Feralpi che domenica col Lecco, restando sempre nel vivo della manovra e dando anche una mano ad equilibrare la squadra.

È lui l’emblema di una ‘nuova’ Reggiana che sembra proiettata verso un futuro più sereno.