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1 mag 2022

La scuola sembra più un problema che una risorsa

pasquale
Cronaca

Pasquale

Raimondo*

Il Primo Maggio ha un significato storico e simbolico fondamentale per tutte e tutti, fin da quando a seguito di importanti lotte i lavoratori dell’Illinois videro l’entrata in vigore della prima legge che riduceva la giornata lavorativa ad otto ore, il primo maggio 1867, una conquista storica che ebbe una ricaduta a livello internazionale. Oggi il primo maggio è una giornata carica di significato anche per le lavoratrici ed i lavoratori della scuola, che in questi due anni di pandemia hanno visto le modalità e le pratiche del loro lavoro quotidiano trasformarsi sotto i colpi di innumerevoli decreti, i quali con regole astruse e alle volte contraddittorie hanno creato una profonda frattura all’interno della comunità educante. Lavoratrici e lavoratori della scuola, hanno subito senza possibilità di appello, l’avvento di regole da applicare dall’oggi al domani, senza il necessario supporto economico e organizzativo da parte dell’amministrazione centrale. Questo ha creato situazioni paradossali, in cui la scuola da luogo dedicato alla formazione di cittadini consapevoli si è trasformata in un’appendice del sistema sanitario caricandosi sulle spalle, oltre al mandato costituzionale del diritto allo studio anche il compito della sorveglianza sanitaria di alunni e dipendenti. Queste scelte divisive hanno creato categorie di lavoratrici e lavoratori di serie A e serie B in costante lotta per il riconoscimento di diritti fondamentali, verso i quali il nostro sistema scolastico dovrebbe educare alla difesa le nuove generazioni. Oggi primo maggio, cambiano le regole ma per chi lavora nella didattica permane una mancanza di chiarezza che come sempre ricade sulle spalle di chi la scuola la vive quotidianamente e ne permette il funzionamento, nonostante la mancanza di investimenti, i tagli e le contraddizioni del governo di turno per il quale, come costante storica degli ultimi anni, la scuola sembra essere sempre un problema e non una risorsa.

*segretario generale Uil Scuola Reggio

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