L’aggressione alla Zucchi. Autista invita il prefetto:: "Venga qui a vedere". Vinci: "Ci resta l’autodifesa"

I carabinieri continuano a indagare sui video per risalire agli autori del pestaggio. L’ex sindacalista Brescia: "Si adottino misure in vista dell’ultimo giorno di lezione". Il deputato Fd’I: "Ho comprato spray al peperoncino per regalarli ai miei familiari".

L’aggressione alla Zucchi. Autista invita il prefetto:: "Venga qui a vedere". Vinci: "Ci resta l’autodifesa"

L’aggressione alla Zucchi. Autista invita il prefetto:: "Venga qui a vedere". Vinci: "Ci resta l’autodifesa"

"Il prefetto e il questore vengano a farsi una passeggiata qui nel terminal dei bus e vedano cosa accade tutti i giorni all’uscita da scuola". Non si placano le reazioni dopo la violenta aggressione di giovedì scorso all’ex Caserma Zucchi dove un 18enne è stato preso a calci e pugni, per poi essere assalito con lo spray al peperoncino da un gruppetto di quattro bulli che avevano fatto apprezzamenti alla sua fidanzata. Mentre i carabinieri proseguono le indagini scandagliando i video amatoriali girati sui social (si possono vedere sul nostro sito www.ilrestodelcarlino.it/reggio) per identificare gli autori poi fuggiti, continua a far discutere l’assenza di telecamere e l’insicurezza nell’autostazione. A lanciare un appello alle istituzioni è Alberto Brescia, autista di Seta e già sindacalista dei trasporti: "Adottino subito delle contromistre anche in vista dell’ultimo giorno di scuola dove succede sempre il finimondo. Poi però dovrà essere anche tempo di bilanci, con un’assunzione di responsabilità perché noi autisti ci sentiamo abbandonati. Il prossimo passo quale sarà? Quello di reagire e difenderci da soli dalle continue minacce e aggressioni?".

E a proposito di autodifesa, il deputato reggiano di Fratelli d’Italia, Gianluca Vinci racconta di "aver acquistato in armeria tre spray ant-aggressione, regalandoli ai miei familiari. Reggio ormai non è pù sicura, è degradata e non esiste integrazione". Poi l’attacco politico: "Il Pd ha fallito: ne è rimasta in piedi solo la retorica con gli slogan “Reggio città delle persone” o “Reggio ha gli anticorpi”. Le persone devono sentirsi al sicuro, invece sono costantemente assalite e in pericolo. Le donne sole, le famiglie, gli anziani hanno paura di andare in giro per la città in certi orari. Accade oggi anche ai ragazzi, aggrediti in pieno giorno, che non sono più tranquilli di potersi muovere in libertà. La mia solidarietà va al giovane aggredito in caserma Zucchi, alla sua famiglia e ai suoi cari. Bisogna definitivamente interrompere questa spirale di violenza insensata che sta colpendo la città. L’unico ente che può invertire questa deriva è il Comune con politiche di recupero urbanistico e integrazione sociale, mentre oggi questura e carabinieri sono lasciati soli a fronteggiare un fenomeno sociale".