L’altra faccia della stazione. La realtà di ‘Spazio Raga’ dove i giovani dialogano tra doposcuola e attività

Il nostro viaggio nel luogo di via Turri gestito da Officina Educativa del Comune. Ogni settimana ragazzi dai 14 i 20 anni, di diversa provenienza e religione. si ritrovano qui. "Questa è una palestra di civiltà, ma vanno ascoltati di più". .

L’altra faccia della stazione. La realtà di ‘Spazio Raga’ dove i giovani dialogano tra doposcuola e attività

L’altra faccia della stazione. La realtà di ‘Spazio Raga’ dove i giovani dialogano tra doposcuola e attività

di Tommaso Vezzani

"Qui dentro, tutto diventa educazione". Non ci sono parole migliori per descrivere ‘Spazio Raga’ di quelle usate da Silvia Gobetti che supervisiona il progetto per conto delle ‘politiche giovanili’ del Comune di Reggio (Servizio Officina Educativa). Questo luogo di aggregazione, rivolto alla fascia over 14 e affidato alla cooperativa ‘Accento’, è nato nel 2005 in via Turri 49, nello stesso stabile del caffè letterario (simbolo di rinascita del quartiere quando portò, senza l’aiuto di nessuno, la mostra ’Africa’ del fotografo star Sebastiao Salgado), in una zona dove possibilità del genere mancavano. Progressivamente il progetto è cresciuto: "Le politiche giovanili – spiega Gobetti – valorizzano e promuovono interessi e competenze e Spazio Raga nasce per questo scopo.

Oggi invece è diventato un hub ad ingresso libero con varie funzioni: aggregazione, laboratori, supporto allo studio o anche aiuto per problemi quotidiani dei ragazzi e delle loro famiglie, come ad esempio la compilazione di documenti online. In più cerchiamo di creare una rete con le opportunità gratuite del territorio, ad esempio il Campo di Marte e le sue strutture per il calistenics, la palestra del Mirabello, gli avvocati di strada, l’InformaGiovani, i centri per l’impiego". Nulla però è casuale: "Ogni giornata ha un tema. Il lunedì si organizzano dei tornei e il gioco da tavolo, il martedì la creatività in ogni sua forma, il mercoledì lo studio con l’aiuto di alcuni volontari per le varie materie, il giovedì gli stili di vita sani e lo sport. Abbiamo sale studio, giochi, Playstation, biliardino, ping pong, pc e stampante 3D, un piccolo laboratorio e diverse attrezzature sportive, da utilizzare all’aperto quando viene il bel tempo".

L’anima di ‘Spazio Raga’ sono i tre educatori che ci lavorano con capacità ed energie straordinarie: Sabina Lugli, Gianni Ghirelli e Nicolò Manini. "Qui vengono – racconta Lugli – ragazzi dai 14 anni in su, alcuni anche sopra i 20. Si parlano lingue diverse, ci sono incontri fra culture ed è una palestra di convivenza civile forte. Dieci anni fa i ragazzi si esprimevano spesso con liti violente, da un po’ però siamo riusciti a creare qui dentro un clima diverso rispetto all’esterno. Ci sono pace e spazio per tutti e ci si aiuta, la cosa più bella è vedere chi viene da un po’ prendersi cura dei nuovi arrivati. I ragazzi crescendo da utenti diventano risorse, ad esempio alcuni sono diventati volontari o lavorano a Binario 49". Ghirelli racconta alcune delle storie più belle: "Partecipiamo anche a progetti sportivi, per esempio quest’anno abbiamo potuto iscrivere 10 ragazzi a un corso di nuoto gratuito promosso dal progetto Slang di Heron, in cui gli istruttori hanno riconosciuto il talento di alcuni di loro. Si è deciso quindi di finanziare per un ragazzo il corso da bagnino. Altri si sono appassionati ai giochi di società, così lo scorso anno li abbiamo accompagnati al festival ‘Modena Play’ e ha funzionato alla grande. Quest’anno come cooperativa ne accompagneremo 50 e a Spazio Raga stiamo progettando un gioco tutto nostro, da presentare l’anno prossimo".

Gli educatori raccontano che con il libero accesso i numeri sono variabili e imprevedibili: "Ci sono giorni da 10 ragazzi e altri da 30". Lugli prosegue: "C’è chi viene da fuori e prende i mezzi pur di venire qui, da Cadè perfino, abbiamo ragazzi di tutta la città. Qui, chi è appena arrivato da un altro paese trova un punto d’appoggio importantissimo, percepiamo sin da subito un impegno eccezionale per imparare l’italiano e la socialità permette di fare pratica. Cerchiamo di costruire anche attività personalizzate per le ragazze, poi a volte organizziamo incontri con esperti su problemi che i ragazzi osservano sul territorio, ad esempio questo inverno abbiamo fatto un incontro molto importante con la Polizia municipale del quartiere per conoscerci meglio: non ci sono state ipocrisie, i giovani hanno fatto domande e soprattutto capito che gli agenti si muovono secondo delle leggi che spesso non conoscevano. Ogni anno facciamo anche una gita in giornata, che è sempre il loro momento preferito. Andiamo al mare o in montagna, entriamo in contatto con il bello che fa sempre bene". L’importanza del progetto sta venendo riconosciuta anche a livello ministeriale, spiega Gobetti: "L’Anci ha finanziato un progetto mirato in particolare ai ragazzi più fragili, quelli a rischio di abbandono scolastico. Spazio Raga due mattine a settimana è aperto in orario scolastico con micro-laboratori. Adesso lavoriamo sulla stesura di testi musicali e sullo sport, poi il mercoledì viene un esperto di podcast: quelle ore sono riconosciute come tempo scolastico".