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Reggio Emilia, lanciano oggetti contro un’auto. Tragedia sfiorata

Il gravissimo episodio martedì sera sull’ex Statale 63 a Cadelbosco

di ANTONIO LECCI
Ultimo aggiornamento il 6 settembre 2018 alle 08:08
Il parabrezza dell’auto raggiunto da oggetti lanciati da qualche teppista

Cadelbosco (Reggio Emilia), 7 settembre 2018 - Tanta paura ma, per fortuna, nessuna conseguenza fisica alle persone coinvolte, l’altra sera verso le 21, in un episodio tutto da chiarire e decisamente inquietante. La vicenda si è verificata sulla ex Statale 63, nella zona a sud di Cadelbosco Sopra, non distante dal confine con il comune di Reggio e dal racconto dei diretti interessanti appare praticamente certo che qualcuno abbia lanciato degli oggetti contro una vettura in transito.

Oggetti che hanno colpito il parabrezza, risultato rotto in tre punti. La prontezza di riflessi del conducente, un pensionato settantenne residente a Gualtieri, ha permesso di evitare la sbandata dell’auto. L’uomo – che era in compagnia della moglie e di un’altra coppia, di ritorno da Reggio e diretto verso la Bassa – è riuscito a fermarsi sul ciglio della strada, senza ferite ma con schegge di vetro sul corpo e con moltissimo spavento. Tutto è accaduto quando ormai c’era buio.

«Improvvisamente – racconta il conducente – siamo stati raggiunti da oggetti che hanno colpito violentemente il parabrezza. Non si è capito da dove venissero. Da escludere una perdita di carico, in quanto davanti non c’era nessuno. Eravamo vicino ad aziende, siepi, cortili e terreni di campagna. Sul vetro non sono rimasti dei segni. Forse qualcuno ha lanciato biglie in ferro contro il vetro con una fionda».

Attorno all’auto non sono stati trovati oggetti sospetti. E neppure sul vetro risultano essere rimasti segni che possano far capire la natura dell’oggetto che ha colpito il parabrezza, danneggiandolo in tre punti. E’ probabile che possa essersi trattato di qualche stupido gesto vandalico. E difficilmente il lancio potrebbe essere avvenuto da un’abitazione, visto che in quella zona ci sono soprattutto aziende e cortili.

La presenza di vegetazione davanti alle recinzioni avrebbe coperto il «lanciatore» che, probabilmente, non si è reso conto della gravità del suo gesto che avrebbe potuto avere conseguenze gravissime. Un vero e proprio atto da "teppista", che è stato segnalato alle forze dell’ordine, sperando che non debba ripetersi.

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