Il bruco cinese che distrugge i giardini (Artioli)
Il bruco cinese che distrugge i giardini (Artioli)

Reggio, 12 agosto 2014 - QUEST’ESTATE, nei giardini reggiani, è arrivato un ospite inatteso e poco gradito. È un insetto di origine asiatica che ha l’aspetto di un bruco e mangia foglie con grande voracità. Avvistato con preoccupazione da molti cittadini della nostra provincia, la «piralide del bosso» si è infiltrata senza troppe resistenze. 
«Presto saremo in grado di combatterla e di inglobarla nel nostro sistema ambientale, rendendola innocua, così come abbiamo fatto ad esempio con la vespa cinese del castagno — rassicura Anselmo Montermini, direttore del Consorzio Fitosanitario di Reggio – ma al momento prospera liberamente danneggiando la salute dei nostri spazi verdi.

Montermini, di cosa si tratta?
«Non è un parassita, ma un insetto di neo introduzione, arrivato nel 2007 dalla Cina. Le prime segnalazioni sono state in Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna».
Quando sono state viste per la prima volta nel nostro territorio?
«L’anno scorso, ma come spesso capita potrebbe essere arrivata qui anche l’anno prima».
Ci parli un po’ di questo insetto…
«È un lepidottero, un insetto fitofago, che vuol dire che mangia le piante. Predilige il bosso ma stamattina è stato visto su aceri, platani, tigli. Si sta adattando al nostro ambiente ed è facile che vada presto a finire su altre piante, pur continuando a prediligere il bosso. Essendo un lepidottero, da adulto diventerà una farfalla. Ma la fase dannosa è quella della larva. Le larve hanno diverse età, che superficialmente si distinguono per la lunghezza, ma i tecnici le distinguono da vari particolari nella struttura morfologica. Le larve raccolte questa mattina le abbiamo divise in quattro provette diverse a seconda del loro grado di maturità».
Perché sono dannose in questa fase?
«Perché sono voraci, danneggiano la pianta perché la privano delle foglie, facendola morire. Hanno una voracità molto forte, più diventano grandi e più mangiano. Smettono di mangiare quando sono adulte e diventano farfalle». 
Quindi presto si vedranno anche le farfalle?
«Le stiamo studiando, dovrebbero essere alla fine della seconda generazione. Le farfalle ancora non si vedono, ma le vedremo in questi giorni».
Cosa bisogna fare quando scopriamo che una pianta del nostro giardino è stata aggredita da questo insetto?
«Non perdere la testa, ed evitare di spruzzare la prima cosa che abbiamo in casa. Questo è l’errore più grande». 
Bisogna chiamare i vigili del fuoco?
«No, non c’è bisogno. Bisogna contattare gli specialisti come noi (al numero 0522 271380), che diamo consigli gratuiti e indicazioni tecniche. Poi ciascuno si rivolgerà a Iren o anche a manutentori del verde privati, che sono attrezzati per spruzzare e fare trattamenti. Sono professionisti, e dovrebbero sapere cosa utilizzare». 
Quindi non tutti i prodotti che si hanno in casa vanno bene?
«Non tutti i prodotti vanno bene. Alcuni possono essere inutili, se spruzzati nel momento sbagliato. Inoltre i professionisti utilizzano prodotti biologici, per tutelare l’ambiente ma anche e soprattutto la persona che li spruzza. Poi c’è un problema legislativo. Se si usa un prodotto non autorizzato ci sono anche sanzioni nell’ordine di migliaia di euro. Se è vero che in Italia non si fanno controlli, è vero anche che spesso capita che sia il vicino a chiamare i carabinieri».
Le piante, una volta aggredite e trattate nel modo giusto, si possono salvare?
«Per le piante attaccate finirà un ciclo e, come se arrivasse d’improvviso l’autunno, si troveranno senza foglie. Nei casi peggiori, alcune specie tendono a rivegetare ed è un danno perché la pianta sarà impoverita e non avrà le risorse necessarie per affrontare inverno e arrivare sana alla primavera successiva. Ma sono quasi tutte sono recuperabili. La natura è fatta per questo».