Le fragilità nascoste dietro l’autolesionismo

Un fenomeno diffuso tra i giovani, ma poco conosciuto: chi si ferisce lo fa per sovrastare le emozioni negative attraverso un dolore fisico

Le fragilità nascoste dietro l’autolesionismo

Le fragilità nascoste dietro l’autolesionismo

L’autolesionismo è un fenomeno che riguarda i giovani e consiste nel ferire consapevolmente sé stessi. Ci sono diverse cause che portano un adolescente a farsi del male: la fine di una relazione sentimentale, una situazione sociale e familiare disagiata, oppure in generale la presenza di traumi nel vissuto. L’adolescente però non si fa del male al solo scopo di ferirsi, ma l’obiettivo principale è quello di sovrastare le emozioni negative attraverso un dolore che riguarda il corpo.

L’adolescente lo fa per non pensare alla sofferenza che prova, tenta di lenirla, autoinfliggendosi un male fisico. Alla base c’è sicuramente una grande fragilità. C’è chi la esprime nascondendosi o sfogandosi a parole, oppure per qualcuno può bastare una lacrima solitaria sopra il cuscino della camera. C’è invece chi preferisce non lasciare trasparire alcuna emozione. Nel caso più estremo, quello di cui stiamo parlando, si arriva addirittura a ferirsi parti del corpo, il più delle volte non visibili. La persona entra in un vortice e non riesce più a distinguere quello che è da quello che vorrebbe essere, si ostina a pensare di avere autocontrollo per fermarsi quando, in realtà, si trova in una situazione di vera e propria dipendenza. Il periodo di astinenza varia a seconda della gravità della situazione. Oltre ad una debolezza fisica, si tratta, dunque, di una questione prevalentemente psicologica.

Spesso l’autolesionista tende a non parlarne e si chiude in se stesso, non trovando alcuna soluzione adatta. È consapevole che il suo non è un comportamento sano, ma sa anche che se lo raccontasse a qualcuno, questo cercherebbe di spronarlo a sospendere l’atto rischioso. Per questo motivo chi è autolesionista evita di confidarsi, per evitare di essere aiutato. Spesso tutto ha inizio nel momento in cui una persona comincia a non piacersi e ad avere bassa autostima, vedendo attraverso i suoi occhi persone più belle nella realtà o sui social, mettendosi a confronto ed evidenziando solamente i propri lati negativi. Nasce così un’invidia senza freni.

Il costante paragone con gli altri provoca un fortissimo senso di inferiorità. Il giovane tenta di arrivare a cambiarsi esageratamente per uniformarsi al modello scelto. E se non riesce nel suo intento crea una sua nuova immagine virtuale, magari aiutandosi con qualche filtro di troppo. Ci si ritrova con i piedi per terra e gli occhi fissi sullo specchio, occhi persi tra lacrime e debolezza. Occhi vuoti ma pieni di odio verso sé stessi. E allora non resta che danneggiare quel corpo che tanto fa soffrire, per punirlo e sentire qualcosa. È un fenomeno molto diffuso e di cui si parla forse troppo poco.

Annachiara, Alice, Chiara, Colli, Riccardo, Samuele, Artiom, Sahil (classe IIIª C)