Le moto, i palloni e tante lacrime: addio Antonio

Ieri i funerali del giovane papà morto in un incidente. Don Goccini: "Voleva sentirsi libero di volare".

Le moto, i palloni  e tante lacrime:  addio Antonio

Le moto, i palloni e tante lacrime: addio Antonio

Il rombo delle moto degli amici, l’applauso dei colleghi di lavoro, i palloncini bianconeri fatti volare al momento dell’uscita della bara dalla chiesa…

Sono stati alcuni degli istanti che hanno caratterizzato l’addio ad Antonio Camboni, 35 anni, originario di Novellara, che aveva abitato a Guastalla, ma che da tempo risiedeva a Tabellano di Suzzara, nel Mantovano. Ieri mattina nella chiesa parrocchiale di Novellara si sono svolti i funerali – affidati all’agenzia Città di Guastalla – officiati dal parroco, don Giordano Goccini, il quale ha pensato ad Antonio come a "un uomo che aveva scelto la moto per il desiderio di sentirsi libero di volare".

C’erano anche i colleghi di lavoro della Simol di Codisotto, ieri chiusa per lutto, consentendo ai dipendenti di essere al funerale per dare l’ultimo saluto al loreo collega ed amico.

Tutti stretti ai familiari di Antonio: la moglie Elisabetta Spagna, i figli Alessandro e Emma, di 9 e 7 anni, la sorella Marika, il fratello Giuseppe, i genitori Pietro e Francesca e altri parenti. Tutti a piangere un giovane padre, lavoratore esemplare, vittima di un incidente a Reggiolo. Dopo lo scontro con un’auto, la sua moto si è incendiata.

Con gravissime ustioni, Camboni era stato portato in elicottero al Maggiore di Parma, dove è deceduto dopo tre giorni di ricovero.

Gli amici hanno poggiato una maglia della Juve sulla bara, mentre sul sagrato della chiesa sono stati fatti volare palloncini bianchi e neri, simbolico saluto a un giovane strappato alla vita troppo presto.

Antonio Lecci