FRANCESCA CHILLONI
Cronaca

Leila Kurti morta a 6 anni nell’incidente a Bologna, indagato anche il padre

Omicidio stradale: la procura vuole capire se la piccola fosse legata bene con le cinture, auto sotto sequestro

Sopra il terribile schianto in tangenziale a Bologna dello scorso 14 giugno; la piccola Leila, sotto il papà Gentjan

Sopra il terribile schianto in tangenziale a Bologna dello scorso 14 giugno; la piccola Leila, sotto il papà Gentjan

Reggio Emilia, 4 luglio 2023 – “Concorso in omicidio stradale". Nel giorno in cui papà Gentjan Kurti sperava di poter riavere dalla Procura di Bologna la sua piccola Leila, 6 anni, e riportarla a San Polo per poter degnamente celebrare il funerale insieme a mamma Manjola, ieri, ha ricevuto un avviso di garanzia e con esso la notizia che il corpicino avrebbe dovuto essere sottoposto ad autopsia, rinviando a data ignota le esequie e prolungando in modo indefinito uno strazio già difficile da sopportare. Con lui è indagato anche l’automobilista residente nel modenese – anch’egli di origine albanese – che il 14 giugno con la sua Audi aveva dato inizio al maxi tamponamento allo svincolo del ramo verde della Tangenziale di Bologna che aveva coinvolto la famiglia Kurti. Per il padre, già stravolto dal dolore per la perdita della bambina spirata dopo due settimane di agonia in Rianimazione al Maggiore di Bologna, è stato un’ulteriore trauma di cui non riesce a capacitarsi.

“Non riesce a capire perché sia finito anche lui sotto indagine. Ho cercato di spiegargli che si tratta di un atto dovuto della Procura", racconta l’avvocato Davide Martinelli, suo avvocato dal giorno che la Renault Clio su cui viaggiava l’ex consigliere comunale sampolese con Leila e la figlia minor Michela, 2 appena compiuti, è stata coinvolta nell’incidente. "Se prima si parlava di lesioni gravi, adesso la situazione è più complessa – sottolinea Martinelli – Prima l’indagine della polizia stradale sul sinistro procedeva su un certo binario, ma dal momento che è arrivata in Procura la notizia di reato, cioè che la bambina aveva cessato di vivere, si è aperto un fascicolo per omicidio stradale. Tecnicamente Kurti è il responsabile civile rispetto ai trasportati, le sue bambine. Verranno anche sequestrate le cartelle cliniche, per verificare che una volta ricoverata, Leila abbia ricevuto tutte le cure appropriate e necessarie".

Una ricostruzione che sarà complessa per la Polstrada di Bologna intervenuta dopo il maxi tamponamento dove l’Audi era piombata contro la Clio incolonnata e ferma che a sua volta era andata sbattere contro una terza auto, ed questa contro una quarta. È sotto sequestro la Clio su cui i Kurti viaggiavano, diretti all’aeroporto Marconi per andare in vacanza dai nonni in Albania. Al contrario, l’Audi è stata già rottamata e restano solamente le immagini dei rilievi effettuati immediatamente dopo lo schianto. Anche se l’Audi non sarebbe andata a velocità eccessiva, contro un veicolo fermo (pare che Kurti avesse anche il piede sul freno) lo schianto è stato così violento da divellere i sedili posteriori della Clio dove era agganciato il seggiolino di Leila, e capovolgerli contro la parte anteriore dell’auto. Qui c’era Michela nel suo "ovetto", che ha resistito e l’ha protetta dallo schiacciamento. Tra le ipotesi da vagliare è se Leila fosse ben aggangiata al seggiolino e se indossasse le cinture in modo corretto; da qui la necessità di rilevare, tramite l’esame autoptico, i traumi subiti dalla bambina.