Un corridoio del San Sebastiano
Un corridoio del San Sebastiano

Correggio (Reggio Emilia), 2 febraio 2018 - Sedici dei 32 letti previsti nella nuova riabilitazione estensiva dell’ospedale correggese proprio non entrano nelle stanze. O meglio, la ristrettezza del corridoio e delle porte di otto camere di degenza costringerebbe a manovre impossibili per spostare i pazienti dalla loro stanza alle sale di diagnostica, alle attrezzature di rieducazione, alla palestra.

«E’una questione di tre centimetri – si rammarica il direttore generale dell’Asl Fausto Nicolini citando le parole dei tecnici – ma l’accesso in queste 8 stanze (su 16) sarebbe troppo forzato. La scelta era tra il cambio dei letti ritornando a quelli fissi e l’allargamento delle porte. Abbiamo optato per la seconda soluzione e le maestranze sono all’opera per l’allargamento di mezzo metro degli accessi a queste camere. Non si dovranno sostituire gli infissi perché verrà ricavata un’anta supplementare. Rispetteremo così i pazienti, che non dovranno essere spostati con la barella ma col letto, e gli operatori che, grazie ai letti monitorizzati, avranno meno problemi nella movimentazione dei ricoverati».

Siamo al secondo piano della parte appena ristrutturata dell’ospedale San Sebastiano. Quali le cause del “contrattempo” di cui da giorni si ironizza nelle corsie? Secondo il direttore, il corridoio vecchio, largo 150 centimetri contro i 230 di quelli degli ospedali nuovi, la progettazione datata ormai una quindicina di anni che prevedeva genericamente una degenza medica, non riabilitativa, i vincoli posti dalla Soprintendenza alle belle arti sulla ristrutturazione di un edificio del 1915. Ma i letti monitorizzati sono già presenti nella struttura di Albinea che per ora continua ad ospitare la riabilitazione estensiva. Là circolano senza problemi? Sì, ammette Nicolini, ma ad Albinea stanze di degenza e palestra sono sullo stesso piano e, non appena un paziente necessita di esami, un’ambulanza lo trasferisce sino a Reggio, al Santa Maria Nuova. A Correggio finalmente le sale diagnostiche sono a disposizione dei nuovi pazienti negli altri padiglioni del San Sebastiano, ma in molti casi occorrerà raggiungerle con i letti o, se non si allargassero le porte, con le barelle. Circola la voce che i nuovi, imprevisti lavori potrebbero costare una cifra a cinque zeri… «No – precisa il massimo dirigente Asl – i tecnici ci hanno assicurato una spesa supplementare di tremila euro per porta. L’investimento complessivo sarà pertanto di 25mila euro sui 44 milioni spesi per il rifacimento dell’intero ospedale, sei e mezzo dei quali per la parte appena ristrutturata».

Inaugurata sabato 2 dicembre scorso, la struttura storica del San Sebastiano ospita per ora alcuni ambulatori al piano terra: consultorio familiare salute donna, neuropsichiatria infantile, pediatria di comunità e specialistiche. Entro il primo semestre dell’anno però – assicura Nicolini – tutto sarà funzionante, dalle sale operatorie, al day hospital chirurgico alla dialisi (piano terra), alla riabilitazione estensiva (secondo piano), al centro psichiatrico di diagnosi e cura (primo piano) che si trasferirà da Reggio. «Gli ambulatori dovranno assolutamente liberare l’attuale ubicazione ex Inam poiché lì sono già state finanziate opere per 700mila euro al fine di ospitare uffici Cup e di distretto, sino ad ora site in strutture in locazione. Il Diagnosi e cura verrà ospitato in un ambiente assai migliore e sicuro dell’attuale. Avrà stanze a due letti e ingresso separato. E’ stato fortemente voluto a Correggio dal locale dipartimento di igiene mentale. Col trasferimento correggese l’Asl ha risparmiato quattro milioni e mezzo, con i quali avrebbe dovuto anche ristrutturare l’attuale sede, permettendo a suo tempo di trasferire un milione di finanziamento regionale al completamento del padiglione Spallanzani per gli uffici Irccs».