Lidl, oggi sciopero dei dipendenti "Orari e condizioni non più sostenibili"

L’azienda decide di allungare l’apertura fino alle 21.30. I sindacati: "Troppo stress"

Lidl, oggi sciopero dei dipendenti  "Orari e condizioni non più sostenibili"

Lidl, oggi sciopero dei dipendenti "Orari e condizioni non più sostenibili"

I circa 70 dipendenti dei negozi Lidl di via Gramsci e via Piccard a Reggio saranno oggi in sciopero contro la decisione dell’azienda di allungare l’orario di apertura dei punti vendita, spostando la chiusura delle saracinesche dalle 21 alle 21.30.

"Questo slittamento orario è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso", spiegano Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, denunciando che "le condizioni di lavoro all’interno dei supermercati hanno raggiunto livelli non più sostenibili", a cui si aggiunge ora "una decisione che si abbatte su un’organizzazione del lavoro già sottoposta a regime di flessibilità, su un settore a forte prevalenza femminile e con contratti spesso part time". Come commentano alcuni dipendenti "siamo aperti sette giorni su sette, 365 giorni all’anno e crediamo che non sia giustificabile la decisione dell’azienda di peggiorare le nostre condizioni lavorative con la chiusura alle 21.30 che significa per noi tornare a casa anche oltre le 22".

A questo problema, aggiungono i sindacati, "si somma quello della mancanza strutturale di personale che porta a continue richieste di straordinario. Una situazione che provoca diversi disguidi organizzativi durante la giornata come lunghe file alle casse e problemi che rendono complicato erogare un servizio completo ed efficiente. Si lavora sempre in emergenza e in forte stress".

La "legittima richiesta dei dipendenti è quella di lavorare in un ambiente sereno – concludono Francesco Putortì della Filcams Cgil, Domenico Silvano della Fisascat Cisl ed Eleonora Tatulli della Uiltucs Uil – cosa che invece non sempre è garantita all’interno del negozio a causa di tensioni, dell’alto numero di ore di straordinario e delle richieste di flessibilità che rendono sempre più difficile conciliare i tempi di vita con quelli di lavoro". Insomma "arrivare allo sciopero è stato inevitabile. L’auspicio è che si apra un tavolo di trattativa dove l’azienda sia disposta ad ascoltare e ad agire tenendo conto anche delle esigenze espresse dai lavoratori", si augurano i sindacalisti.