E’ stato Claudio Maioli, manager del cantante Luciano Ligabue, a rispondere all’appello di Fabrizio Traini, uno dei 23 dipendenti dello stabilimento Rcf a San Benedetto del Tronto, la filiale per cui l’azienda reggiana ha predisposto la chiusura, proponendo la soluzione del trasferimento in quella reggiana. Un fulmine a ciel sereno, nessun avviso, né altre opzioni: preso dallo sconforto, Traini aveva indirizzato una lettera di sfogo...

E’ stato Claudio Maioli, manager del cantante Luciano Ligabue, a rispondere all’appello di Fabrizio Traini, uno dei 23 dipendenti dello stabilimento Rcf a San Benedetto del Tronto, la filiale per cui l’azienda reggiana ha predisposto la chiusura, proponendo la soluzione del trasferimento in quella reggiana.

Un fulmine a ciel sereno, nessun avviso, né altre opzioni: preso dallo sconforto, Traini aveva indirizzato una lettera di sfogo a Ligabue. Ecco la risposta inviata ieri dal manager del cantautore di Correggio: "Caro Fabrizio, io e Luciano non ti conosciamo personalmente ma vogliamo che arrivi a te e ai tuoi colleghi tutta la nostra solidarietà in questo momento difficile in cui la pandemia ha aggiunto ulteriori gravi problemi a tutta l’economia mondiale. La stessa solidarietà che diamo a tutte le piccole, medie e grandi aziende italiane, di settore e non, e a tutti i dipendenti della filiera del mondo dello spettacolo che addirittura sono fermi ormai da un anno e chissà per quanto tempo ancora. Personalmente conosco Rcf come azienda italiana di eccellenza e ho sempre usato i loro impianti professional per la qualità dell’audio e per sostenere il lavoro e l’ingegno italiano e ciò che produce nel nostro paese, cioè speranza nel futuro e qualità della vita migliore. Non posso entrare nel merito della vicenda aziendale che stai vivendo, come puoi ben immaginare, se non sperando che le cose si mettano al meglio, già nei prossimi mesi, visti gli sforzi e i risultati ottenuti finora da parte della medicina mondiale e dei governi".

"La pandemia – aggiunge il manager – ha già lasciato danni indelebili sulle persone, fuori e soprattutto dentro, ma voglio solo pensare che passerà la nottata e tornerà la luce. Come scrivi tu, speriamo di rivederci e abbracciarci tutti (a breve e come prima del Covid-19) ai concerti e in ogni altro luogo come se il virus non fosse mai esistito. Teniamo tutti botta, in questa ultima parte di nottata, con la forza necessaria per sopportare, speriamo, gli ultimi sacrifici a cui ci ha costretto una crisi economica generata da una pandemia mondiale. Ognuno con il proprio lavoro, i propri sacrifici e i propri sogni, persone e aziende. Un abbraccio".