Un'immagine della coppia felice nel giorno del loro matrimonio
Un'immagine della coppia felice nel giorno del loro matrimonio

Reggio Emilia, 12 dicembre 2017 - A casa dei genitori a Viadana (in provincia di Mantova), sorretto dai parenti più stretti, il 38enne Andrea Benatti, marito di Antonella Barbieri , la mamma di Suzzara accusata di aver ucciso i due figli piccoli (FOTO) per poi tentare di togliersi la vita, appare piegato dal dolore. 
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Interrogato a lungo, sabato, dal magistrato di Mantova, probabilmente come persona informata dei fatti, in presenza del legale Sara Pinotti, il padre dei due bambini uccisi dalla moglie 39enne ha ricostruito gli ultimi mesi di vita familiare, contraddistinti anche dai disagi psichici manifestati dalla donna e dal percorso di ricovero e cura.  L’uomo appare distaccato da lei, tanto da non aver chiesto informazioni agli inquirenti sul suo stato complessivo. Né si sarebbe mai presentato in ospedale dove lei è ricoverata (pur non potendo ricevere visite). 

AGGIORNAMENTO Convalidato l'arresto, si è avvalsa della facoltà di non rispondere

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Una reazione, quella di ‘rifiuto, che si può leggere non solo alla luce della tragedia che ha coinvolto i bambini, ma forse anche acuita dalle frasi pronunciate durante il primo, breve interrogatorio avvenuto all’ospedale subito dopo il duplice omicidio.  La donna, ricoverata al Santa Maria perché ha tentato di farla finita perforandosi il polmone con lo stesso coltello da cucina usato per uccidere il bambino – trafitto con un colpo al cuore sulla macchina a Luzzara – aveva confusamente accennato a «problemi esistenziali e con il marito», oltre ad aver detto che alle 10 di quella mattina, giovedì scorso, dopo aver fatto colazione, come sempre, alle 7.30 con i suoi figli, aveva sentito di «dover fare» ciò che poi ha fatto: mettere fine alla loro vita. 

L’accenno a presunte difficoltà nella vita di coppia – nei giorni scorsi era circolata anche la voce di una loro volontà di separarsi – potrebbe aver scavato tra loro un solco ancora più profondo, allontanando ulteriormente l’uomo dal tentativo di ‘comprendere’ la donna che potrebbe aver ucciso i figli in balia di un problema psichiatrico.

Per chiarire quest’ultimo aspetto, dovranno essere disposte in sede processuale le perizie che dovranno attestare una sua eventuale incapacità totale o momentanea di intendere e di volere. "Dopo tanti anni – confida Gardini – ho notato la sua pagina Facebook e l’ho contattata, pochi mesi fa. A giugno ci siamo pure sentiti per telefono. Sembrava serena, tranquilla. Mi ha perfino chiesto quando tornavo in Emilia, perché era interessata a farmi fare qualche fotografia professionale ai suoi due bambini. Sembrava molto legata a loro, mi ha dato l’impressione di volere davvero bene ai suoi figlioletti".