Maltrattamenti e lesioni. Ma la storia turbolenta si sgonfia in tribunale. L’uomo viene assolto

Un uomo è stato assolto dall'accusa di vessazioni e lesioni alla compagna, nonostante le prove presentate. L'avvocato difensore ha sostenuto l'inattendibilità della parte offesa.

Maltrattamenti e lesioni. Ma la storia turbolenta si sgonfia in tribunale. L’uomo viene assolto

Maltrattamenti e lesioni. Ma la storia turbolenta si sgonfia in tribunale. L’uomo viene assolto

Lui doveva rispondere di vessazioni alla compagna, avvenute anche davanti alla figlia minore, durate quasi cinque anni, dal 2017 all’ottobre 2021, nel nostro Appennino e in un’altra regione: calci, pugni e schiaffi. In un’occasione l’uomo le avrebbe anche rotto un dito della mano e in un’altra l’avrebbe spintonata, buttandole il cellulare dalla finestra e dandole una gomitata che le ha spezzato un’unghia. Ed era chiamato a rispondere di svariati episodi di lesioni.

L’uomo ieri è stato assolto dal collegio dei giudici presieduto da Cristina Beretti, a latere Giovanni Ghini e Silvia Semprini. Lui si è sposato due anni fa e tuttora vive con la donna, che in febbraio, nel giorno di San Valentino, davanti al marito seduto al banco degli imputati, aveva raccontato che la loro storia era stata turbolenta: si erano lasciati e ripresi almeno venti volte, per poi trovare un equilibrio. Il pubblico ministero ha chiesto 3 anni e mezzo, ritenendo almeno cinque episodi provati nonostante la donna avesse cercato di ridimensionare i fatti.

L’avvocato difensore Domenico Noris Bucchi (in foto) ha sostenuto che la parte offesa fosse inattendibile già ai tempi delle indagini preliminari, a causa di alcuni problemi che la affliggevano, e che non sono stati trovati riscontri ma smentite pure nei certificati medici e nelle dichiarazioni dei testimoni che hanno appreso circostanze da terzi.

Ha anche rimarcato che lei non ha mai sporto querela, e ha inquadrato i fatti da aggressioni a litigi, sostenendo che mancasse la prova che la donna vivesse uno stato di sopraffazione. Il legale ha chiesto così l’assoluzione dai maltrattamenti e il non doversi procedere per mancanza di querela sulle lesioni, che diventava procedibile d’ufficio se connesso all’altra accusa: richieste entrambe accolte dai giudici.

Alessandra Codeluppi