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23 giu 2022

Maltrattamenti in famiglia Accusato dalla ex, viene assolto

Lei lo aveva denunciato quando, in fase di separazione, i coniugi non avevano trovato un accordo sull’assegno per i figli

23 giu 2022
alessandra codeluppi
Cronaca
L’avvocato difensore, Jenny Loforese
L’avvocato difensore, Jenny Loforese
L’avvocato difensore, Jenny Loforese
L’avvocato difensore, Jenny Loforese
L’avvocato difensore, Jenny Loforese
L’avvocato difensore, Jenny Loforese

di Alessandra Codeluppi

Lei aveva denunciato l’ex marito accusandolo di vessazioni fisiche e psicologiche. Sosteneva che lui l’avesse colpita con schiaffi, pugni e sputi, davanti ai figli minori e anche durante la gravidanza. Che l’avesse presa per il collo e minacciata.

Cessata la convivenza, lui si sarebbe anche attaccato al campanello di casa, presentato davanti al luogo di lavoro della donna e avrebbe offeso anche i genitori. L’uomo, un 42enne, è finito a processo per presunti maltrattamenti, avvenuti a Novellara tra il luglio 2013 e il giugno 2020. Il collegio dei giudici presieduto da Cristina Beretti, a latere Giovanni Ghini e Donatella Bove, lo ha assolto "perché il fatto non sussiste". Per lui il pm Maria Rita Pantani aveva chiesto due anni e mezzo, senza attenuanti generiche. Dapprima i due avevano avviato una separazione consensuale, ma senza raggiungere un accordo; poi il procedimento è diventato giudiziale. A quel punto lei ha raccontato un episodio subito. La donna ha sporto denuncia durante la nomina del consulente tecnico del tribunale per decidere sull’assegno di mantenimento e l’affido dei figli.

La Procura ha chiesto per l’uomo una misura cautelare, che il gip Dario De Luca non ha applicato. Fissata l’udienza preliminare, l’avvocato difensore Jenny Loforese ha chiesto il giudizio immediato. La parte offesa voleva costituirsi parte civile, ma la domanda viene rigettata a causa di un vizio formale.

Il pm Maria Rita Pantani ha ritenuto provata la responsabilità del 42enne: "Dalla consulenza è emerso che lui, a fronte dello stress quotidiano ma normale, reagisse con violenza e in modo incontrollabile".

L’avvocato Lorofese ha esordito dicendo che il matrimonio era fallito dopo una relazione che sfiorava il quarto di secolo. E ha rimarcato che, durante la separazione consensuale, si era stabilito che il padre potesse vedere i figli quando voleva. "Non si capisce come la donna possa aver dato l’ok al marito, se è vero che lui la aggrediva davanti a loro". Mentre, durante la fase giudiziale, "lei non ha fatto riferimento a maltrattamenti".

Da qui la richiesta di assoluzione.

Il pm ha replicato sostenendo che non vi fosse prova di una relazione extraconiugale della donna: "Ma restano le lesioni da lei subite e le offese sentite dai genitori". Ha rimarcato che "se è vero che lui era sotto stress perché la moglie lo aveva lasciato dopo tanti anni, anche lei aveva trovato il coraggio di uscire da un menage familiare malato soltanto dopo un luogo periodo". All’esito del verdetto, l’avvocato Loforese commenta: "La denuncia sporta dalla donna era solo strumentale all’assegno di mantenimento e all’affido dei figli. Lo dimostra anche il fatto che lei ha reso dichiarazioni ai carabinieri soltanto prima delle fasi salienti del procedimento civile".

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