'Marta in cucina' chiude i battenti
'Marta in cucina' chiude i battenti

Reggio Emilia, 5 giugno 2020 - L’insegna con la ‘M’ già smurata, luci spente, tavoli sgomberati. Le uniche ad assere tristemente apparecchiate sono le tende bianche che oscurano le vetrate del locale in Vicolo del Folletto, in pieno centro storico a Reggio. E il bollino della Michelin, che aveva segnalato il ristorante nel 2018. 

La pandemia miete una vittima eccellente in città, nel campo della ristorazione: ‘Marta in Cucina’ chiude ufficialmente i battenti dopo sei anni. La causa di forza maggiore sta proprio nell’emergenza sanitaria che ha colpito duro tutti i ristoranti d’Italia e del mondo (persino il famosissimo chef Kei Kobayashi, l’unico giapponese ad ottenere tre stelle Michelin, ha dovuto chiudere il suo locale di Parigi per il Coronavirus); ma in particolar modo la cucina gourmet di livello e non per tutte le tasche.

Tra questi appunto anche quello della titolare, la chef reggiana Marta Scalabrini (allieva di Andrea Incerti Vezzani di Ca’ Matilde a Quattro Castella e di Pietro Leemann del Joia di Milano) che gestiva il ristorante aperto nel 2014 col compagno di origine calabrese Ivan Giglio conosciuto a fornelli dello chef Marco Stabile all’Ora d’Aria di Firenze. Marta in Cucina lavorava in gran parte con clienti che venivano da fuori provincia e da fuori Regione apposta per degustare i piatti della tradizione rivisitati ad arte dal genio della chef. Impossibile però durante il lockdown. Le spese, dall’affitto alle utenze (per le quali la titolare ha già provveduto a chiedere il distacco), sono diventate insostenibili e a malincuore hanno abbassato la saracinesca. Il ristorante di casa nostra si era fatto un grande nome. 

Apprezzatissimo anche dalla Guida Michelin che da anni lo inseriva tra le sue prestigiose pagine. Inoltre era salito anche alla ribalta del grande schermo con la partecipazione al programma di Sky, ‘4 Ristoranti’ condotta dal famoso chef Alessandro Borghese, in una puntata girata in Emilia, dove ‘Marta in Cucina’ venne battuta ai punti da ‘Osteria in Scandiano’. Dopo la comparsa nella trasmissione però i riflettori si sono abbattuti anche un po’ negativamente sulla chef Scalabrini. 

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Tant’è che rilanciò un nuovo menu dopo la chiusura estiva: meno pesce se non anguilla e rane, raccontando il territorio coi nomi dei piatti ispirati al Po, alla motonave Stradivari, alle canzoni di Ligabue passando per la Pietra di Bismantova, i funghi e le castagne di Marola, gnocco fritto e tigelle con salumi in un piatto chiamato ‘Fedeli alla linea’ tratto dagli storici Cccp del leader Giovanni Lindo Ferretti. 

«Eravamo a un bivio e andarcene era un’opzione. Magari in altre città più ‘facili’ e ricettive. Ma Reggio sta cambiando e sembrava di abbandonare la nave. Ma senza presunzione anche noi abbiamo contribuito a innovare la città, quindi siamo rimasti», diceva gioiosa sei mesi fa. 
Mai avrebbe immaginato questo terremoto. Marta, da noi contattata, ha confermato la chiusura, ma al momento non rilascia dichiarazioni. Si dice troppo provata, come se stesse vivendo un vero lutto. Non è escluso però che, una volta rimessi insieme i cocci, possa ricominciare una nuova avventura aprendo un altro locale. Sarebbe un peccato che il suo estro si perdesse così.