Nasce la Fagioli 5.0 "Puntiamo sui giovani"

Il progetto è stato varato dall’amministratore delegato Fabio Belli "Ho chiesto di avere sette under 35 che rispondano a me e non ai direttori".

Nasce la Fagioli 5.0  "Puntiamo sui giovani"

Nasce la Fagioli 5.0 "Puntiamo sui giovani"

"Un progetto per stimolare l’innovazione in azienda attraverso il punto di vista e le idee dei giovani professionisti".

Viene definito così il progetto Fagioli 5.0, la nuova iniziativa dell’azienda di Sant’Ilario leader a livello internazionale nei trasporti e movimentazioni speciali, impiantistica e spedizioni. E a illustrarlo è stato Fabio Belli, 54enne amministratore delegato dell’impresa fondata dal compianto Alessandro Fagioli: "L’ho voluto fortemente, quindi lo ritengono un piccolo orgoglio personale – spiega -. Di base ognuno dei nostri sette dipartimenti mette a disposizione un ragazzo e una ragazza Under 35 che rispondono direttamente a me, e non più ai rispettivi direttori.

Vogliamo che i nostri giovani cambino l’azienda da dentro fin da subito, sia come organizzazione interna, che con la comunicazione".

Tra i progetti già realizzati, ribadisce l’azienda, c’è un servizio di flash news dedicato all’attività quotidiana e alle novità organizzative che coinvolgono tutto il gruppo, oltre al ‘Fagioli Lunch’, una pausa pranzo alternativa con food truck collocato all’esterno della sede di Sant’Ilario per rafforzare lo spirito di appartenenza e tra i dipendenti delle varie sedi che coinvolgono anche il Nord Italia.

Per Belli d’altronde l’attuale generazione di giovani è molto diversa dalla sua. Senza necessariamente stabilire quale sia migliore: "C’è un abisso generazione culturale enorme tra un giovane e un 50enne ora – ribadisce l’amministratore delegato -. Ho notato due cose: mediamente, sono molto più formati di come lo erano quelli della mia età quando iniziavano a lavorare: conoscono già diversi programmi, sanno perfettamente l’inglese e hanno più competenze. Dall’altra, i ragazzi ora vogliono essere affiancati: chiedono il tutor. E non accettano di aspettare, di stare in azienda qualche anno senza uno scopo specifico. Per loro il ‘posto fisso’ non esiste più. Ecco perché vanno stimolati fin da subito".

Un nuovo investimento anche in risorse umane per un’azienda che ha chiuso il 2022 con ricavi consolidati a quota 184 milioni di euro, a cui va sommato un Ebitda (la gestione operativa pura senza considerare interessi, ammortamenti o imposte) da 18,1 milioni (+5% rispetto al 2021).

Inoltre l’azienda di Sant’Ilario – 550 dipendenti in tutto il mondo con due sedi distaccate anche a Houston e Singapore – ha già dichiarato un portafoglio ordini attuale da 300 milioni di euro.

Stefano Chiossi