"Nessun silenzio o sconto alla mafia dai sindacati"

Le parole del procuratore Paci scatenano una reazione dei sindacati, che si difendono sottolineando il loro impegno nella lotta alla mafia e alle infiltrazioni.

Le parole del procuratore capo Calogero Paci in Commissione antimafia non cadono nel vuoto. E scatenano una reazione dei sindacati, tirati in ballo dal magistrato perché, secondo lui, timidi nel segnalare situazioni anomale del mercato. "Cgil, Cisl e Uil sono da sempre in prima linea nella lotta contro la mafia e le infiltrazioni mafiose (...) E lo fanno senza sconti, senza mezzi silenzi e nel rispetto, rigoroso, delle procedure e dei doveri civici, morali e di categoria. Il riconoscimento a vari livelli (a partire dal processo Aemilia) dei sindacati quali parti civili nei processi di mafia certifica un impegno in tal senso, così come lo certificano le decine di iniziative promosse e fatte per mantenere accesi i riflettori sul dramma delle infiltrazioni sul territorio ed evitare che vi sia la falsa percezione, dopo Aemilia, che il problema sia risolto. Rispetto ai temi più prettamente legali, è necessario che con la stessa chiarezza non si sovrappongano imprese e sindacati. Le prime possono rendersi conto, anche con indicatori che prescindono dalla denuncia, di associarsi e/o rapportarsi con aziende che delinquono e possono scegliere se e come intervenire. Il sindacato può rappresentare le vittime quando queste hanno il coraggio di denunciare, coraggio che spesso deve fare i conti con la scelta di mettere a rischio, al minimo, il proprio posto di lavoro".