Gli scatti dell’incidente, avvenuto a Villa Bagno; Nicolae Codau
Gli scatti dell’incidente, avvenuto a Villa Bagno; Nicolae Codau

Reggio Emilia, 10 settembre 2019 - «Un marito perfetto, e soprattutto un padre attento. Approfittava di ogni momento libero per passare più tempo possibile con Ilia. Adesso dorme, ma sa già tutto...È come se il tempo per lui si fosse improvvisamente fermato».

Aliona Landa si siede con calma. Occhi gonfi, ma voce forte. Almeno fino a quando non si tocca il bellissimo e inseparabile rapporto tra padre e figlio; si accende una sigaretta. E ricorda: «Ci siamo conosciuti nel 2000 a Mosca: siamo moldavi, però eravamo entrambi là per lavoro» racconta la 49enne moglie di Nicolae Codau, cuoco 44enne di origini moldave, morto in un terribile incidente con lo scooter lungo la via Emilia, all’altezza di Villa Bagno. L’uomo era di rientro a Reggio (abitava in una palazzina in via Viganò) da Rubiera, dove aveva appena concluso il turno serale come chef al ristorante Oceania

«Poi nel 2005 siamo venuti in Italia, e tolti due anni a Langhirano Reggio è sempre stata la nostra seconda casa. Qui è cresciuto Ilia, e qui avevamo messo le basi di una vita insieme». 

Codau ha sempre lavorato nella ristorazione. «Prima come lavapiatti, partendo dal basso - prosegue Aliona, guardando fuori dalla finestra - e poi diventando cuoco. Era un bravissimo ragazzo, uomini così non esistono più - la voce si incrina -. Andava avanti e indietro da Rubiera a pranzo; si era organizzato per avere due giorni a casa ogni settimana. Il suo desiderio più grande era trascorrere del tempo con suo figlio: lo portava a scuola, a calcio, seguiva sempre le partite. Era tutto».

All’Oceania di Rubiera, Stefano Ruggieri, il co-titolare del ristorante, ha saputo la notizia «in mattinata (ieri per chi legge, ndr). Ho impiegato venti minuti a rendermi conto che non fosse uno scherzo; lo aspettavamo, come sempre. Non arrivando ho chiamato più volte, fino a che ho ricevuto la terribile notizia dalla moglie».

Insieme, Ruggieri ha trascorso «gli ultimi quattro anni con Nicolae. Si occupava dei secondi, ed eravamo contentissimi. Le uniche richieste erano sempre per assistere il figlio, così ci siamo organizzati. Ma ci ha sempre aiutato anche nei momenti più difficili, senza mai tirarsi indietro una sola volta»..