Reggio Emilia, 24 novembre 2021 - Un aiuto per la famiglia di Juana Cecilia Hazana Loayza. E’ partita una mobilitazione spontanea in città dopo la morte della trentaquattrenne peruviana, che venerdì sera si trovava in centro storico con un gruppo di amici per una serata di festa. In occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, che sarà proprio domani, undici locali della città esporranno sul proprio bancone un’urna dove si potrà lasciare una spontanea donazione per aiutare la famiglia di Cecilia. I locali lasceranno quest’urna fino a sabato, a una settimana esatta dalla morte della ragazza, e poi porteranno il ricavato alla madre di Cecilia. I locali dove si potrà andare a donare sono: Piccola bidoneria, Gattaglio’s pub, Circolo Arci tunnel, Gargotta del Popol Giost, Guascone, Il nicchio, Osteria Zena, I’gottino, Nani bottega, Antico caffè del Teatro , Dennison’s.

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L’iniziativa parte da un gruppo di amici che proprio quel venerdì sera aveva passato qualche ora assieme a Cecilia. In un locale di via Guasco la ragazza era arrivata accompagnata da un amico, anche lui sudamericano, che aveva deciso di portare la ragazza tra persone conosciute. Cecilia aveva passato qualche ora in quel locale, divertendosi e conoscendo nuove persone. Durante quella serata Cecilia aveva anche raccontato di questo ragazzo che da mesi la torturava dopo che aveva deciso di terminare la relazione sentimentale. E il suo cellulare suonava di continuo. Ma durante la serata la ragazza si era rilassata e divertita, nulla poteva far presagire ciò che poi sarebbe successo di lì a poche ore. Una foto, scattata assieme a quegli amici, sarebbe stata anche la molla che avrebbe fatto scattare Mirko Giunco, partito da Parma per venirla a incontrare a Reggio.

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Cecilia viveva in un appartamento di via Melato assieme alla madre e al figlio di un anno e mezzo, avuto da una precedente relazione con un uomo di Reggio Emilia. Ora la madre, arrivata da pochissimi mesi in Italia, si trova a casa da sola, in lutto per la figlia, con il nipotino da accudire, senza un lavoro e senza saper parlare l’Italiano. Le condizioni economiche di Cecilia erano precarie già da qualche tempo e la ragazza era costretta anche ad affidarsi ad alcune associazioni per poter avere ciò che serviva per il bambino. Così oggi la situazione si è ulteriormente aggravata per la mamma di Cecilia. Ecco quindi il perché di questa iniziativa, sposata anche dal nostro giornale, che potrebbe dare un aiuto concreto alla famiglia in vista sia dei funerali della ragazza sia del sostentamento della mamma e del bambino per i prossimi mesi.

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Nel frattempo anche i servizi sociali da lunedì sono scesi in campo per accompagnare la donna in questi giorni traumatici. Fino a ieri la madre di Cecilia e il nipotino erano stati ospitati da cari amici, che generosamente le avevano offerto un tetto sotto cui stare e i pasti. Ma ora, per questioni organizzative, la nonna e il bimbo sono dovuti rientrare in quell’appartamento dove vivevano con Cecilia. A pochi passi da quel maledetto parco dove sabato mattina è stato trovato il suo cadavere.