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16 apr 2022

Omicidio Eletti: tutti i misteri che avvolgono il caso

Dalle ricerche del veleno per un libro, alla doppia identità sessuale del morto, fino al giallo sul vero padre del presunto assassino

alessandra codeluppi
Cronaca
reggio omicidio eletti
La seca dell'omicidio di Paolo Eletti

Reggio Emilia, 16 aprile 2022 - Un amore suggellato dalle nozze, celebrate a Correggio il 22 maggio 1988. Poi, neppure cinque mesi dopo, la nascita di un bambino: lui è Marco, venuto al mondo il 15 ottobre dello stesso anno. Di cognome farà Eletti, lo stesso di Paolo, novello sposo di Sabrina Guidetti. Ma il piccolo era frutto di un’altra relazione della donna, che oggi ha 55 anni.

A San Martino, dove la coppia abitava, non era un segreto: in tanti sapevano dello slancio generoso di Paolo Eletti, che aveva riconosciuto il bambino come suo e gli aveva dato il proprio cognome. Creando così una famiglia allargata ante litteram, dove nella linfa degli alberi genealogici scorre più affetto che sangue. Eletti, ucciso a 58 anni il 24 aprile 2021, nella sua casa di San Martino in via Magnanini, viene descritto da tutti come un "padre esemplare". Anche dal sindaco Paolo Fuccio e dalla sua vice Luisa Ferrari, che fu sua compagna di scuola e lo hanno conosciuto bene. Ma una situazione che in famiglia, e in paese, era assodata e accettata, si è invece ribaltata a sorpresa in tribunale, dove Marco Eletti, 33 anni, è stato rinviato a giudizio mercoledì per l’omicidio di Paolo e anche il tentato omicidio della madre Sabrina. La difesa del giovane, che si proclama innocente, affidata agli avvocati Domenico Noris Bucchi, ha chiesto l’insussistenza di tutte le aggravanti contestate: ovvero premeditazione, futili motivi e uso di sostanze venefiche, ma anche del legame di parentela con il padre ufficiale. L’esame del Dna è stata una conferma a ciò che in famiglia, e i conoscenti, già sapevano: figlio sì, ma non biologico. La conseguenza in tribunale è stata dirompente: il gup ha cancellato l’aggravante, per la quale il pm Cristina Piera Giannusa si era rimessa a giustizia, lasciando in piedi le altre tre. Davanti alla corte d’Assise sfilerà un figlio-non più figlio di colui che lo aveva allevato. A confortare questa scelta, sul piano giuridico, ci sarebbero pronunce della Cassazione su casi analoghi.

Contraddizioni

Intanto vita e letteratura in casa Eletti sembrano diventare un tutt’uno. Marco Eletti, grafico con la passione della scrittura di thriller, non avrebbe potuto immaginare una trama più complessa. Il giovane aveva sostenuto di aver trovato i corpi dei genitori riversi in casa. Paolo è morto a colpi di martellate: sono 19 le ferite contate sulla testa. Sabrina era finita in coma per la massiccia somministrazione di benzodiazepine, con un taglio a un polso e segni di legatura all’altro. La Procura aveva ravvisato da subito numerose contraddizioni tra il suo racconto e gli elementi raccolti in loco, sostenendo che la storia della tragica scoperta fosse solo una messinscena. Ci sono le ricette mediche e veterinarie falsificate in tempi antecedenti usati, secondo la Procura, per avere i farmaci usati per stordire la coppia. Lui aveva parlato di avere già quelle sostanze. E di aver fatto la ricerca su internet ‘come uccidere a martellate una persona’ solo per arricchire la trama dei suoi libri.

Movente dubbio

Ma perché Eletti avrebbe ucciso? Nero su bianco, si accenna a una lite per questioni patrimoniali sulla vendita della casa, suddivisa in due appartamenti. Ma l’anno scorso era emerso anche un altro retroscena: Paolo Eletti avrebbe avuto una doppia vita, nel senso che si riconosceva in un’altra identità di genere e, attraverso una pagina Facebook con falso nome, cercava storie extraconiugali. Marco non avrebbe accettato questa situazione e lo avrebbe colpito. Risulta anche che, poco prima del delitto Sabrina si fosse rivolta a un avvocato per chiedere la separazione. Da quanto si apprende lei, assistita dall’avvocato Claudio Bassi, chiederà il dissequestro della casa di San Martino, chiusa da un anno e visitata solo da carabinieri. Vuole che anche in quelle stanze, colme di ricordi da quelli più felici al più tragico, possa rientrare l’aria della primavera.

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