Omicidio di Natale, Franco Govi ha strangolato la sorella
Omicidio di Natale, Franco Govi ha strangolato la sorella

Reggio Emilia, 7 settembre 2019 - Dodici anni. È la sentenza emessa, ieri in abbreviato, dal gup Luca Ramponi nei confronti di Franco Govi, il 71enne ritenuto colpevole di aver ammazzato la sorella Franca, 61 anni, strangolandola, il giorno di Natale del 2017 nella loro casa di Canali dove vivevano assieme.

All’uomo accusato di omicidio pluriaggravato, sono state riconosciute le attenuanti generiche. Il pm Giacomo Forte aveva chiesto quattordici anni di condanna. Il pensionato dopo essere stato arrestato dalla polizia, venne scarcerato dal gip Giovanni Ghini con la motivazione di «un’autodisciplina mostrata in 70 anni di vita irreprensibile» oltre a valutare il fatto che fosse incensurato prima del delitto e a tenere conto delle sue delicate condizioni psicofisiche (valutate da un dirigente Ausl negli immediati giorni successivi all’omicidio). Così fu applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari (il ricorso in Appello del sostituto procuratore titolare del fascicolo, venne rigettato) in una struttura protetta di cura. Nella quale Govi si trova tuttora e dove vi resterà per scontare la pena a meno di nuove istanze.

Quel mledetto giorno di Natale fu un raptus di rabbia a colpire Franco Govi. Che avrebbe soffocato la sorella dopo una banalissima lite, scoppiata perché uno schizzo di schiuma, mentre si faceva la barba, era finito sullo specchio che lei aveva appena pulito. Ma le indagini hanno appurato che già dalla prima mattina i fratelli avevano iniziato a battibeccare. Finché i due, intorno alle 12.30, sono venuti alle mani e l’uomo, ben più corpulento della 61enne, l’avrebbe sovrastata a terra, premendole il gomito contro il collo e soffocandola. Un momento di follia che ha probabilmente condensato in un attimo anni di incomprensioni reciproche, e che ha reso protagonista di una violenza imprevedibile – per chiunque lo conosca, ma anche per lui stesso – un uomo mansueto e riservato. L’opposto dell’omicida che si è soliti immaginare.

Da ben 17 anni i due fratelli dividevano l’appartamento al secondo piano del condominio di via Bologna. Entrambi erano seguiti dal Centro di Salute Mentale. L’uomo, in particolare, era stato portato in una struttura di Monticelli Terme, nel parmense, dopo un’accesso d’ira proprio nei confronti della sorella. E la donna era a sua volta stata ricoverata in un paio di occasioni. Ma il malessere dei fratelli non filtrava oltre la porta dell’appartamento teatro dell’assassinio.

I vicini, ascoltati dagli inquirenti, avevano confermato che i Govi fossero persone del tutto normali e complessivamente tranquille. Due inquilini ‘storici’ della palazzina, certo un po’ taciturni e sulle loro, ma del tutto ordinari, nel senso positivo del termine. Lui operaio della Cam ora in pensione, lei una ex hostess che conosceva ben quattro lingue. Un rapporto di fratellanza finito per sempre, nel peggiore dei modi.