Il nucleo Operativo di La Spezia ha arrestato Milan Racz, al porto turistico
Il nucleo Operativo di La Spezia ha arrestato Milan Racz, al porto turistico

La Spezia, 19 giugno 2021 - Una morsa investigativa, discreta e ficcante, quella che si è stretta giovedì alla Spezia attorno alle persone che per ultime erano state con Aniello Iazzetta, 51 anni,nella sua casa di Reggio Emilia dove era stato barbaramente ucciso la sera del 12 giugno scorso. Il risultato, è stato il fermo per ’indiziato di delitto’ – ossìa l’omicidio volontario consumato in Emilia - scattato nei confronti del 34enne slovacco Milan Racz e la denuncia per favoreggiamento della sua compagna ucraina.

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Entrambi sono stati intercettati nei pressi della stazione marittima, in largo Fiorillo, dove erano giunti mossi, probabilmente, dal proposito di imbarcarsi su una nave da crociera per far perdere le loro tracce sulla terra ferma. Ad incastrare i due è stato l’effetto combinato dell’intreccio fra indagini vecchio stile e indagini tecnologiche. Da una parte le testimonianze raccolte sul luogo del delitto dalle quali è scaturito, fra l’altro, l’identikit dei ricercati, dall’altra la localizzazione degli stessi in conseguenza della cella telefonica che, giovedì mattina, ha dato copertura al cellulare nella disponibilità dell’uomo: la cella che ’avvolge’ l’etere di un’ampia area del centro storico spezzino, quella più vicina al mare, fino a raggiungere i quartieri del levante cittadino.

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Ed è in questa consistente fetta del territorio che sono stati irradiati i servizi di pattugliamento dei militari dell’Arma alla ricerca dei sospettati. La regia dell’operazione è stata assunta dal comandante del nucleo investigativo, il colonnello Andrea Fabi, insieme al capitano del Nucleo Investigativo Cosimo Friolo, in costante contatto con l’omologo di Reggio Emilia Stefano Bove dal quale era giunta la ’dritta’ per orientare le ricerche connesse alla copertura telefonica.

L’idea che la coppia coltivasse il progetto di un imbarco su qualche nave da crociera si è fatta strada, in parallelo all’ipotesi di assist logistici sul territorio. Di qui l’azione di setaccio che si è sviluppata attorno all’area della stazione marittima, benché quella di giovedì non fosse la giornata deputata agli arrivi e alle partenze delle navi da crociera. Agli investigatori non sono sfuggite le movenze della coppia che si aggirava con fare guardingo in largo Fiorillo; lo sconforto palesato alla vista delle porte sbarrate della stazione marittima e della chiusura degli infopoint davanti alla Capitaneria di porto hanno alzato l’asticella del sospetto della volontà di fuga collegata alla circostanza lampante: le sembianze dei volti dello slovacco e della ucraina erano quelle impresse negli identikit veicolati alla Spezia dai carabinieri di Reggio Emilia. Sono così scattati i controlli diretti, prima sul campo e poi in caserma.

La coppia non ha opposto resistenza: l’esibizione muscolare delle pattuglie convenute in largo Fiorillo del resto ha sconsigliato qualsiasi reazione scomposta. Nella caserma, la chiusura del cerchio, con il sequestro dei vestiti e dell’asciugamano sporco di sangue nello zaino della donna: i reperti sono stati inviati al labora torio del Ris di Parma per accertare se quello repertato è il sangue della vittima. I sospettati, ascoltati separatamente come persone informate su fatti, sono caduti in contraddizione. Soprattutto l’uomo. Il report dei carabinieri spezzini al pm Valentina Salvi ha indotto la stessa a disporre il fermo di indiziato di delitto. Dopo la mezzanotte, si sono così spalancate le porte del carcere per Milan Racz. La compagna resta indagata a piede libero con l’accusa di favoreggiamento. Nel frattempo lo slovacco ha nominato l’avvocato difensore: Rosanna Beifiori del foto di Reggio Emilia. Il pm spezzino Claudia Merlino oggi depositerà alla cancelleria del gip Fabrizio Garofalo gli atti a sostegno della convalida del fermo. L’udienza dovrebbe poi tenersi lunedì.