ALESSANDRA CODELUPPI
Cronaca

Operaio precipitò dall’impalcatura: "Tre anni e mezzo per il responsabile"

Il procuratore Paci ha chiesto al giudice Gambarati di condannare il legale rappresentante della ditta. Per l’accusa era sottodimensionato il tassello utilizzato per ancorare la rete anticaduta, che cedette.

Operaio precipitò dall’impalcatura: "Tre anni e mezzo per il responsabile"

Operaio precipitò dall’impalcatura: "Tre anni e mezzo per il responsabile"

Tre anni e mezzo di pena, in quanto individuato come responsabile di un infortunio sul lavoro avvenuto in un cantiere edile a Montecchio: la caduta da un’impalcatura di un operaio, che sarebbe da addebitare, secondo l’accusa, a un tassello di dimensioni inferiori a quelle necessarie.

È la condanna chiesta ieri mattina dal procuratore capo Calogero Gaetano Paci per un uomo di 77 anni residente in provincia di Bergamo, a processo con rito ordinario davanti al giudice Matteo Gambarati.

Secondo la ricostruzione investigativa, quale legale rappresentante di una ditta che produce reti di sicurezza, e progettista, il settantasettenne non avrebbe rispettato le norme di prevenzione per la sicurezza sul lavoro al momento delle decisioni progettuali e tecniche e avrebbe scelto componenti che non rispondevano alle disposizioni sul settore.

Ecco come viene ricostruita dagli investigatori la dinamica del fatto accaduto il 14 giugno di sette anni fa: mentre il lavoratore, dipendente di un’altra società, stava operando sul terzo impalcato del ponteggio installato su un fabbricato, perse l’equilibrio e cadde sulla rete di sicurezza qui installata.

Secondo la pubblica accusa, la barra filettata del tassello utilizzato come ancorante per la rete anticaduta (in corrispondenza dell’angolo nord del fabbricato) "era sottodimensionata - rimarca la Procura - rispetto alle sollecitazioni di progetto, poiché non furono fatti una relazione di calcolo o un dimensionamento degli ancoraggi della rete di sicurezza fornita prima della posa in opera".

Di conseguenza "la barra si ruppe facendo staccare la rete perimetrale e il lavoratore cadde a terra, rimanendo ferito".

Quest’ultimo, alle dipendenze di un’altra società che era affidataria dei lavori sul cantiere edile a Montecchio (in strada per Calerno), riportò fratture a una vertebra, al calcagno e al metatarso, con conseguenze fisiche durate quasi un anno (per l’esattezza 323 giorni).

Il procuratore Paci ha sostenuto nella sua requisitoria che il compito di valutare fosse in capo all’azienda.

L’avvocato difensore Pamela Nodari ha chiesto l’assoluzione, sostenendo alla luce di una perizia fatta a Bergamo che il tassello non fosse sottodimensionato, che nemmeno con un peso cento volte superiore si sarebbe spezzato e che vi fu un uso erroneo da parte del lavoratore. La difesa ha anche sostenuto che il suo assistito non ebbe responsabilità perché lui aveva solo noleggiato le reti di protezione, e non aveva il compito di progettare le reti e il dimensionamento della componentistica.

Conclusa la requisitoria e l’arringa difensiva, il giudice Gambarati ha rinviato l’udienza per repliche.