ALESSANDRA CODELUPPI
Cronaca

Operazione ’Sisma’, 21 imputati "Nuovi reati, agevolarono la cosca"

La Dda di Brescia ha chiesto il rinvio a giudizio per i Todaro (padre e figlio) e il consulente finanziario Ferretti

Operazione ’Sisma’, 21 imputati  "Nuovi reati, agevolarono la cosca"

Operazione ’Sisma’, 21 imputati "Nuovi reati, agevolarono la cosca"

di Alessandra Codeluppi

Nuove indagini, culminate nella contestazione di reati con l’aggravante mafiosa: aver agevolato la cosca Dragone-Ciampà. E altri undici reggiani che figurano come imputati, oltre ai tre già emersi in gennaio dall’inchiesta: le due figure ritenute centrali, Giuseppe Todaro (nella foto in alto), ora in custodia cautelare nel carcere Opera di Milano, e il padre 61enne Raffaele, detenuto a Bologna, entrambi di Reggiolo e discendenti del boss della ‘ndrangheta di Cutro Antonio Dragone, che fu freddato nel 2004. L’altro nome già venuto alla luce era quello del consulente finanziario di Guastalla Enrico Ferretti, 38 anni, sottoposto all’obbligo di firma.

Sono queste le novità che emergono dall’operazione ‘Sisma’, condotta dai carabinieri di Mantova: l’architetto Giuseppe Todaro, fino al 2021 tecnico esterno incaricato di istruire le pratiche per la ricostruzione di edifici privati in alcuni comuni mantovano colpiti dal terremoto, è accusato di aver messo in piedi un sistema corruttivo per facilitare la concessione di contributi pubblici destinati al ripristino degli immobili.

Ora la Dda di Brescia – pm Claudia Moregola (nella foto al centro) e Francesco Prete – ha formulato la richiesta di rinvio a giudizio per ventun persone, per le quali l’udienza preliminare è fissata in luglio.

A carico del 36enne Todaro figurano due nuove accuse di estorsione, con l’aggravante 416 bis. "Ricordati che io con una telefonata ti faccio sparire tutto quello che hai, vedo che hai una bella casa, il camper": è la minaccia che lui avrebbe rivolto a un uomo residente a Guastalla, dopo essersi presentato di domenica nella sua casa di Gonzaga per pretendere il versamento immediato di 500 euro. Dalla parte offesa, e da altri due parenti, Todaro avrebbe voluto contanti per pagare i lavori in corso da parte della società ‘Bondeno srls’, di cui era titolare, o "socio occulto", insieme al padre.

Presentandosi come tecnico che si occupava delle pratiche per il terremoto, e riferendo di avere contatti con la struttura commissariale della Regione Lombardia, Todaro li avrebbe minacciati dicendo che, se non avessero versato le somme richieste, avrebbe fatto perdere loro il contributo pubblico, con l’obbligo di restituire le somme già erogate e di pagare i lavori in corso.

In questo modo, tra il 2019 e il dicembre 2022, Todaro avrebbe ottenuto dai tre cittadini "somme indebite di contanti" e assegni a garanzia di ulteriori versamenti. In un altro caso, nell’ambito di una pratica post sisma che il Comune di Gonzaga aveva sospeso, Todaro avrebbe preteso da un 70enne residente nel comune mantovano 18mila euro, sostenendo che si trattasse di lavori esclusi dal contributo pubblico e che senza l’iter non sarebbe stato sbloccato: l’uomo gli avrebbe dato 12mila euro con bonifico e altri 6mila a mano. Poi il 36enne, ventilando la perdita del contributo pubblico, gli avrebbe chiesto altri 8mila euro, ottenendo da un assegno da 4mila.

A padre e figlio si contesta la concussione, al 36enne episodi di corruzione e anche l’abuso d’ufficio. Spunta una nuova accusa per Raffaele Todaro: senza autorizzazione, avrebbe svolto attività finanziaria in modo continuativo, prestando a quattro cittadini, tra il 2004 e il 2021, somme di 100mila euro, 65mila, 45mila e 4mila. Lui e il figlio, inoltre, tramite la ‘Bondeno srls’, in concorso con Francesco Garofalo, avrebbero inoltre emesso fatture per operazioni inesistenti per permettere alla Cooperativa edile Gonzaga di evadere le imposte. Gli stessi tre imputati avrebbero inoltre distratto dalla Ceg, dichiarata fallita nel 2018 e di cui risultava amministratore unico Garofalo, la somma di 231mila euro, da loro girata in sette bonifici alla ‘Bondeno srls’ per pagare le fatture fasulle. Ferretti è accusato in concorso, con tre persone, di trasferimento fraudolento di valori, con aggravante mafiosa.

I Todaro avrebbero intestato a Garofalo la titolarità delle quote della ‘Bondeno srls’ e di un conto corrente a Reggiolo, con denaro ritenuto loro riferibile. Con l’agevolazione di Ferretti avrebbero attribuito a Garofalo un conto corrente a Soliera, con somme ricondotte ai Todaro. Stesso reato contestato a Ferretti e ai Todaro, per aver intestato a un altro prestanome, Antonio Guerriero, le quote della società ‘Arte casa srls’ di Mantova, di un conto corrente a Suzzara e un altro a Reggiolo, con relativo denaro.