"Immediatamente dopo il verificarsi della decadenza del Consiglio, abbiamo inviato formale istanza di commissariamento al Consiglio nazionale forense e auspichiamo che il Commissario possa intervenire in un clima sereno e di massima collaborazione – così sarà certamente da parte nostra – affinché...

"Immediatamente dopo il verificarsi della decadenza del Consiglio, abbiamo inviato formale istanza di commissariamento al Consiglio nazionale forense e auspichiamo che il Commissario possa intervenire in un clima sereno e di massima collaborazione – così sarà certamente da parte nostra – affinché vengano indette rapidamente nuove elezioni, riconsegnando la parola e la decisione a tutti gli avvocati del Foro reggiano". Lo spiegano gli otto consiglieri dell’ordine degli avvocati di Reggio che hanno dato le dimissioni, in contrasto con la presidente Celestina Tinelli. I legali (gli avvocati Francesca Corsi, Paolo Nello Gramoli, Marcello Fornaciari, Matteo Marchesini, Franca Porta, Francesca Preite, Giulio Sica, Maura Simonazzi) avevano motivato la loro decisione con una situazione che non permetteva "il sereno svolgimento delle proprie funzioni nell’interesse del’avvocatura". Dietro allo scontro, anche il modo con cui la presidente avrebbe gestito la questione del fascicolo aperto dal Csm a carico del procuratore Marco Mescolini per possibile incompatibilità ambientale. Tinelli era stata infatti ascoltata dalla commissione del Csm, ma gli altri consiglieri avrebbero sostenuto di aver appreso solo dai giornali di questa audizione. Ora gli otto tornano sulla loro scelta, che ha suscitato polemiche, chiarendo di aver agito "nel pieno rispetto del nostro compito istituzionale e del nostro ruolo di Consiglieri. Non riteniamo opportuno, per il bene dell’Avvocatura reggiana, alimentare dannose polemiche".