Orietta Berti, don Gino e Osvaldo nel giorno del matrimonio e l'incontro di giorni fa
Orietta Berti, don Gino e Osvaldo nel giorno del matrimonio e l'incontro di giorni fa

Cavriago (Reggio Emilia), 12 settembre 2021 - Dopo ben 54 anni, si sono riabbracciati. Nonostante gli innumerevoli impegni di lavoro, tra concerti in giro per l’Italia e tanta tv, la protagonista indiscussa dell’estate musicale 2021, reduce da un fortunato Sanremo e da un tripudio di successi col tormentone “Mille” (insieme a Fedez e Achille Lauro: ben quattro dischi di platino e milioni e milioni di visualizzazioni, ndr), ha trovato il tempo per riabbracciare Don Gino Benevelli, l’anziano parroco che il 14 marzo del 1967 la unì in matrimonio, presso la chiesetta del santuario della Pietra di Bismantova, con il suo Osvaldo Paterlini. Accompagnata dal marito, nei giorni scorsi Orietta Berti, ha fatto visita al suo ex parroco presso l’appartamento dove vive ora, nel cuore della città.

La proverbiale riservatezza di Don Gino e la carriera lastricata di successi dell’usignolo della canzone italiana, non avevano permesso ai tre protagonisti di questa bella favola, di incontrarsi prima. "Non ho mai dimenticato quella giovane coppia di innamorati e ho sempre continuato a seguire il tuo percorso con interesse ed affetto" le ha detto Don Gino. Sul filo dei ricordi, non sono mancate le emozioni dei tre amici, commossi, nel rievocare quel pezzo importante di storia che ha intrecciato le loro vite.

"Era un inverno molto freddo e aveva nevicato parecchio - spiega Orietta. Arrivavo da Parma, dove ero stata nella sartoria di mia cugina che aveva confezionato il mio abito da sposa. Trovammo molta neve sui tornanti che portavano a Castelnovo Monti. Le strade non erano ancora state pulite e arrivai tardi alla cerimonia, ti ricordi, Don Gino?".

"Ricordo benissimo. Come ho sempre in mente quando trionfasti al Disco per l’estate e tutto il paese aspetto’ il tuo ritorno per i festeggiamenti...". Benevelli, oggi 91enne, nativo di Rivalta, fu parroco a Cavriago per vent’anni. Proprio in quel paese, roccaforte del Partito Comunista, l’unico al mondo ad avere ancora in una piazza il busto di Lenin, fu accolto inizialmente con freddezza. Ma poi, in virtù della sua cultura e della sua vicinanza alla gente, riuscì a conquistare la stima e la benevolenza di tutto il paese.

"Porto ancora nel cuore tutti i cittadini" spiega con commozione Don Benevelli, oggi in pensione da parecchi anni. Lucidissimo e dotato di una cultura non comune, trascorre le sue giornate tra libri e musica. Orietta, lo ha omaggiato con il suo ultimo disco e il suo libro, “Tra bandiere rosse e acquasantiere “, l’autobiografia uscita da poco, dove ha raccontato la sua vita, dall’infanzia ai grandi successi. La cantante gli ha parlato del suo incontro con ben tre papi (Wojtyla, Ratzinger e Papa Francesco) e si è congedata con la promessa di tornare al più presto a trovarlo.