Un’immagine dell’ospedale di Guastalla che resta un presidio Covid
Un’immagine dell’ospedale di Guastalla che resta un presidio Covid

Reggio Emilia, 24 settembre 2020 - Si tratta di attendere qualche settimana per la riapertura del punto nascite di Montecchio. Quelli di Guastalla e Scandiano invece rimarranno chiusi, nell’eventualità di poter essere usati come Covid Hospital in previsione della stagione fredda ormai alle porte e di una possibile seconda ondata di contagi.

Nei giorni scorsi queste decisioni sono state discusse alla conferenza territoriale sociale e sanitaria, arrivando alla presentazione del piano di riconversione dei letti ospedalieri in posti letto Covid per la sanità locale reggiana. La riconversione coinvolgerà, oltre a Guastalla e Scandiano, in primis l’ospedale cittadino Santa Maria Nuova che svolge - come già successo in primavera - il ruolo di ‘hub’, concentrando su di sé le casistiche più complesse. Restano confermati come ospedali no-Covid quindi Montecchio, Correggio e Castelnovo ne’ Monti, che potranno riaprire in sicurezza i propri reparti di neonatologia.

"Per quanto riguarda il delicato tema della riapertura dei punti nascita, al quale è attribuito un profondo valore simbolico, pur a fronte di un tasso di natalità nella nostra provincia in continua e significativa discesa, è importante ribadire che gli ospedali Covid, per ovvie ragioni di sicurezza di gestanti e neonati, non possono avere un punto nascita al loro interno", ha precisato l’Ausl di Reggio.
Al di là del piano di riconversione, nel caso del capoluogo appenninico la riapertura del punto nascite rientra tra gli obiettivi della direzione della nostra sanità locale. Attualmente su tutti gli ospedali territoriali sono in piena attività i reparti di medicina e le attività chirurgiche, alcune di quest’ultime vengono svolte dai professionisti Ausl in cliniche private accreditate.

Passando ai pronto soccorso, rimangono chiusi quelli di Correggio e Scandiano, attualmente coinvolti in un’opera di ampliamento per garantire la separazione di affluenza dei pazienti Covid o possibili contagi dagli altri. Operativi 24 ore su 24 sono invece quelli di Reggio, Guastalla e Castelnovo ne’ Monti, oltre a quello di Montecchio che concentra la sua attività dalle 7.30 alle 20.30 garantendo un servizio notturno di auto mediche e infermieristiche.

Tutto l’asset studiato su scala provinciale è calcolato per poter contenere una possibile seconda ondata di contagi, considerate le tempistiche che ormai ci avvicinano alle temperature più fredde. Solo oggi, in provincia, si effettuano più di mille tamponi e ottocento test sierologici al giorno, senza contare che sono continuamente attivi in tutto 52 check point. Nel contesto dell’emergenza si inserisce senza dubbio anche il tema della carenza del personale medico, che interessa tutte le specialistiche dei sei ospedali territoriali. Sul fronte invece delle professioni sanitarie il margine si amplia, al netto di circa 200 nuove assunzioni.