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26 mag 2022

Otto anni di maltrattamenti: condannato

Pena di tre anni per un uomo che ha sottoposto la moglie a vessazioni e minacce. E’ stato assolto dalle accuse di violenza sessuale

26 mag 2022
alessandra codeluppi
Cronaca
La Pm Valentina Salvi
La Pm Valentina Salvi
La Pm Valentina Salvi
La Pm Valentina Salvi
La Pm Valentina Salvi
La Pm Valentina Salvi

di Alessandra Codeluppi

Lui, un 49enne, è finito a processo con l’accusa di aver sottoposto la convivente a pesanti vessazioni per otto anni. E anche di averla costretta, in almeno tre occasioni, a subire rapporti sessuali non voluti, nel febbraio 2015, minacciando di cacciarla di casa se lei lo avesse respinto. L’uomo l’avrebbe insultata con parolacce e frasi di questo tenore: "Sei uno straccio di donna, non pulisci, pulisci schiava". Non solo: l’avrebbe picchiata ripetutamente, anche durante la gravidanza. E in presenza del figlio minore. L’avrebbe anche minacciata di morte più volte: "Io ti ammazzo, non ti faccio trovare da nessuno". E ancora: "Ti apro la testa e ti metto in un sacco nero. Ti sgozzo come un capretto e faccio lo stesso con tutti i vicini che si permettono di parlare contro di me".

Il collegio dei giudici, presieduto da Simone Mediolo Devoto, a latere Chiara Alberti e Michela Caputo, ha condannato l’imputato a 3 anni, riconoscendolo responsabile dei maltrattamenti che è accusato di aver commesso dal 2007 al febbraio 2015. Mentre lo ha assolto dal reato di violenza sessuale. Il pm Valentina Salvi, titolare del fascicolo, ha chiesto una condanna di 3 anni e 10 mesi. La difesa, affidata all’avvocato Rosa Apadula, aveva domandato l’assoluzione per entrambi i capi di imputazione.

La donna sporse denuncia sette anni fa, poi nel 2016 fu accolta da un centro antiviolenza, mentre il figlio fu collocato dal padre e seguito dai servizi sociali. All’esito delle indagini preliminari, il pm Salvi aveva chiesto il rinvio a giudizio per il 49enne.

Nel processo la donna ha deciso di costituirsi parte civile, affidandosi all’avvocato Enrico Fontana: secondo la pubblica accusa, lei avrebbe subìto "continue vessazioni fisiche, psicologiche e morali", che le avrebbero causato "grave sofferenza". Per l’ex convivente i giudici hanno disposto una provvisionale di 5mila euro, il rimborso delle spese legali e il risarcimento danni in sede civile. La difesa potrebbe valutare di ricorrere in Appello.

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