STELLA BONFRISCO
Cronaca

Palazzo Magnani riaprirà e metterà in scena un teatro di marionette

Dalle creazioni di Sarzi ai costumi di Picasso per il balletto russo. Dal 17 novembre la grande mostra che attraversa futurismo ed espressionismo.

Palazzo Magnani riaprirà  e metterà in scena  un teatro di marionette

Palazzo Magnani riaprirà e metterà in scena un teatro di marionette

di Stella Bonfrisco

Una mostra spettacolo assolutamente originale, davvero unica, che sarà ospitata dal prossimo 17 novembre fino al 17 marzo 2024 nelle sale di Palazzo Magnani.

"Marionette e Avanguardia. Picasso · Depero · Klee · Sarzi" è il progetto autunnale che la Fondazione Palazzo Magnani sta allestendo in occasione della riapertura dopo i lavori di restauro e a cent’anni dalla nascita di Otello Sarzi. A curare l’esposizione è James Bradburne - del Comitato Scientifico della Fondazione Palazzo Magnani.

A Palazzo Magnani ad accogliere i visitatori saranno i costumi a grandezza naturale disegnati da Pablo Picasso per Parade, balletto che i Ballets russes di Sergej Djaghilev portarono in scena a Parigi nel 1917. Poi una folla di marionette "alte e basse", ovvero manipolate dal basso, con le mani o attraverso un bastone, dall’alto, dagli esemplari più antichi, come i Pulcinella o gli Arlecchino della Commedia dell’Arte, a quelle di Otello Sarzi, reggiano di adozione, realizzate con materiali di recupero. Ma anche per tanti artisti futuristi italiani, come Ettore Prampolini e Fortunato Depero, le marionette esprimevano un’estetica ricca di possibilità e successivamente grazie alla riscoperta da parte di Oskar Schlemmer del classico di Kleist "Sul teatro delle marionette" (1810), queste diventarono un elemento centrale della pratica del Bauhaus nella Weimar degli anni Venti: con Paul Klee, Andor Weininger, Lothar Schreyer, Sophie Täuber Arp e Oskar Schlemmer.

Alla fine del XIX secolo l’artista e illustratore austriaco Richard Teschner sviluppò poi l’arte della marionetta a bastone, fino a raggiungere un punto culminante che influenzò artisti da Parigi a Mosca. A raccontarlo in mostra la sezione "Sogni dell’Estremo Oriente - Espressionismo viennese". L’esposizione si completa con un grande omaggio a Otello Sarzi (Vigasio 1922 – Reggio Emilia 2001) e con lui a Fellini, Strehler e Rodari, realizzato in collaborazione con la Fondazione Famiglia Sarzi.

La presentazione della mostra - a cui hanno partecipato l’assessora alla cultura Annalisa Rabitti, la presidente della Fondazione Famiglia Sarzi Rossella Cantoni, il direttore di Palazzo Magnani Davide Zanichelli - è stata anche l’occasione per per il presidente della Fondazione, Gianpiero Grotti, di ripercorrere il triennio 2020-2023. Il bilancio ha evidenziato – nonostante l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia - che le entrate da botteghino e soci sono passate in tre anni dal 12 al 33% dei ricavi, riducendo il peso dell’apporto dai soci.