Ivano Ferrarini, amministratore delegato di Conad
Ivano Ferrarini, amministratore delegato di Conad
di Saverio Migliari Sono numeri da capogiro quelli che emergono dal bilancio consuntivo di Conad Centro Nord. Cifre che si possono spiegare soltanto con il mutamento repentino dei consumi causato dalla pandemia. E’ l’amministratore delegato a snocciolare i record raggiunti quest’anno. Ferrarini, per il vostro settore è stato un anno molto particolare. Già a inizio anno si stimava una crescita in doppia cifra. Come è andata? "E’ un anno straordinario per Conad. La crescita è di quasi il 30%. Abbiamo segnato un fatturato di quasi 1,8 miliardi. Oltre 26 milioni di utile e un patrimonio consolidato da più di 300 milioni. Tutto questo tenendo conto che abbiamo integrato 36 punti vendita Auchan, cosa che ci preoccupava dal punto di vista della ricaduta sul bilancio". La ricetta, è paradossale, ma sembra essere l’effetto Covid. "E’ stato un combinato disposto: da una parte la pandemia ha...

di Saverio Migliari

Sono numeri da capogiro quelli che emergono dal bilancio consuntivo di Conad Centro Nord. Cifre che si possono spiegare soltanto con il mutamento repentino dei consumi causato dalla pandemia. E’ l’amministratore delegato a snocciolare i record raggiunti quest’anno.

Ferrarini, per il vostro settore è stato un anno molto particolare. Già a inizio anno si stimava una crescita in doppia cifra. Come è andata?

"E’ un anno straordinario per Conad. La crescita è di quasi il 30%. Abbiamo segnato un fatturato di quasi 1,8 miliardi. Oltre 26 milioni di utile e un patrimonio consolidato da più di 300 milioni. Tutto questo tenendo conto che abbiamo integrato 36 punti vendita Auchan, cosa che ci preoccupava dal punto di vista della ricaduta sul bilancio".

La ricetta, è paradossale, ma sembra essere l’effetto Covid.

"E’ stato un combinato disposto: da una parte la pandemia ha favorito soprattutto i negozi di prossimità e dall’altra gli Auchan che danno risultati migliori di quanto ci immaginavamo".

Più in particolare: la rete reggiana come si è comportata?

"Anche a Reggio stiamo andando veramente bene. Nel 2020 avevamo difficoltà nei punti vendita più grandi e importanti. Alcuni di questi hanno avuto delle flessioni. Ma in provincia siamo andati benissimo. I soci si sono adattati a consegnare la merce a casa direttamente, abbiamo avviato anche un servizio di e-commerce che si sta consolidando. Da questo punto di vista sono soddisfattissimo".

L’E-commerce è una nuova sfida per voi. La pandemia vi ha costretti ad ammodernarvi?

"Da una parte la pandemia, dall’altra Amazon, con cui dobbiamo convivere. La concorrenza se ha regole uguali per tutti spinge verso l’innovazione. Questi processi sono stati accelerati, ora si stanno ridimensionando ma rimarrà questo cambiamento di abitudini. I ritmi di crescita ovviamente saranno più graduali".

Vi doterete di un ufficio “innovazione“ per queste nuove sfide?

"Da questo punto di vista già l’anno scorso abbiamo strutturato l’azienda per rispondere a logiche di consumo nuove. Non appena ci sarà l’assemblea di bilancio dovremo studiare il piano strategico ed è proprio sulla parte di innovazione che dobbiamo investire: sia in termini di collaborazioni esterne sia tramite assunzioni interne per il marketing digitale. Servono giovani che diano un contributo".

Nuovi posti di lavoro quindi?

"Sì, è un’opportunità. Abbiamo anche collaborazioni con varie università e con Credit Agricole che hanno attivato progetti dove ci sono tanti ragazzi coinvoltì, tutti tra i 20 e i 30 anni".

Con cifre così positive, cosa ha fatto Conad per il nostro territorio?

"Stiamo investendo molto su Reggio perché abbiamo la sede qui e vogliamo rimanere, nonostante il 60% del fatturato sia sviluppato in Lombardia ormai. Ovviamente oltre a sviluppare la presenza commerciale, continuiamo a investire anche sia sulle attività sportive, sia su tutte le attività culturali e sociali. Sosteniamo la pallavolo, siamo compagni di viaggio del Valorugby, siamo rimasti sponsor della Reggiana nonostate l’uscita dalla società. Nel 2020 con “Unisciti a noi“ abbiamo raccolto più di 100mila euro per il Santa Maria Nuova. E sono molto orgoglioso di aver avviato un progetto di volontariato d’impresa dedicato ai dipendenti della cooperativa. Solo l’anno scorso abbiamo poi raccolto 28 tonnellate di prodotti per il territorio reggiano. La nostra è una cooperativa di imprenditori che vuol essere anche qualcosa di diverso".

E in termini di assunzioni? Quanti dipendenti ha, oggi, la rete di Conad Centro Nord?

"Siamo circa 7mila persone. Solo nell’ultimo anno siamo cresciuti di 1.500 unità. Questo perché abbiamo aperto tanti punti vendita nuovi".

Parliamo di punti vendita. Il grande centro commerciale di via Luxemburg quando sarà pronto?

"Penso nella primavera del 2022. Se non ci sono tanti intoppi, come i ritrovamenti archeologici. E’ chiaro che c’è anche una ridistribuzione del fatturato, ma a fronte di aperture di questa natura ne beneficiano tutti i nostri soci. Parliamo di una struttura di 3mila metri. Come in tutte le cose le polemiche si sono placate: quando si vedrà il progetto realizzato che ha caratteristiche di sostenibilità ambientale molto forti, io credo che in molti si ricrederanno. In provincia abbiamo aree a Reggiolo, Bibbiano e Albinea. Sul Conad di Pieve stiamo riflettendo così come su tutti i punti che sono supermercati di prossimità. Era nato con determinate caratteristiche ora ovviamente ha bisogno di essere rivisto.