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20 apr 2022

"Pericolosi quei manufatti lasciati senza colore"

Avanti chiede interventi per garantire la sicurezza stradale in via Allende "Potrebbero servire i catarifrangenti, ora di notte o con nebbia non si vedono"

I manufatti lasciati da mesi senza garantirne la visibilità, in alto Benaglia e Soliani
I manufatti lasciati da mesi senza garantirne la visibilità, in alto Benaglia e Soliani
I manufatti lasciati da mesi senza garantirne la visibilità, in alto Benaglia e Soliani

La sicurezza stradale ancora una volta nel dibattito in consiglio comunale a Guastalla. Due le interrogazioni presentate dal gruppo Avanti dei consiglieri Francesco Benaglia e Gianluca Soliani. La prima riguarda i manufatti in cemento in via Allende, in corrispondenza dei nuovi attraversamenti pedonali, sulla strada per ospedale, pronto soccorso, caserme dei vigili del fuoco e carabinieri, sedi di Croce rossa, Avis e Aido, fino a una parte delle scuole superiori. I blocchi in cemento, ormai a mesi dalla loro ultimazione, non risultano essere adeguatamente visibili. Mancano infatti le colorazioni che permetterebbero di individuarli con più facilità, soprattutto in caso di nebbia e nelle ore notturne.

"La loro visibilità – dicono Benaglia e Soliani – potrebbe migliorare con l’applicazione, sulle parti verticali, di catarifrangenti oppure con altre misure. E’ evidente che un eventuale impatto tra i manufatti in parola e i veicoli in transito potrebbe causare conseguenze, anche gravi, alle persone". All’amministrazione comunale si chiede quali provvedimenti siano previsti per concludere l’intervento, che a Guastalla non è l’unica opera stradale rimasta "incompiuta".

Si chiedono inoltre interventi in via Manzoni a Pieve, caratterizzata da quattro incroci con altrettanti segnali di stop in circa 250 metri di strada. Stop che spesso non vengono rispettati, su una strada considerata "principale", tanto da proporre l’introduzione dell’obbligo di fermata sulle vie laterali, pur mantenendo la limitazione della velocità ai trenta chilometri all’ora.

Antonio Lecci

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