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13 mag 2022

Perizia psichiatrica per Marco Agosti

Accoltellò un vicino di casa al culmine di una lite per una finestra aperta: è accusato di tentato omicidio

alessandra codeluppi
Cronaca
Marco Agosti
Marco Agosti
Marco Agosti

di Alessandra Codeluppi

Sarà sottoposto a una perizia psichiatrica Marco Agosti, il 56enne che accoltellò il vicino di casa a Rolo.

Dietro l’aggressione, avvenuta il 10 febbraio, vi sarebbe stata una lite condominiale: l’altro, un autotrasportatore 50enne, sposato e con due figli, avrebbe avuto la ‘colpa’ di lascire aperta una finestra che Agosti voleva rimanesse chiusa per il freddo.

Armato di coltello a serramanico, Agosti gli aveva sferrato tre fendenti. Il 50enne si era seduto sui gradini delle scale e aveva chiamato il 112 per poi raccontare tutto ai carabinieri di Fabbrico. Ora il 56enne è accusato di tentato omicidio con l’aggravante dei futili motivi. Per lui il pm Giacomo Forte ha chiesto il giudizio immediato.

Davanti al giudice Andrea Rat, la difesa - affidata agli avvocati Luca Andrea Bretzigar e Antonio Cucchiarini - si è opposta, chiedendo il rito abbreviato, condizionato all’ammissione di una perizia che accerti la capacità di intendere e di volere al momento del fatto. I due legali hanno anche depositato una corposa memoria tecnica contenente le consulenze di parte e le indagini difensive.

Il giudice ha ammesso la richiesta del rito alternativo e ha rinviato l’udienza per la nomina dei consulenti del tribunale e delle parti. Nel 2009 la famiglia del 56enne era stata colpita da un lutto per la morte di un’altra figlia in un incidente in moto: Barbara Agosti, 40 anni, perse la vita andando a sbattere contro un guard-rail a Carpi (Mo), dove abitava.

L’uomo aggredito, che lavora in una carrozzeria di Carpi, si è costituito parte civile attraverso l’avvocato Marco Verzani.

Ieri era presente in aula, così come l’imputato. "A differenza di quanto sostiene la difesa, secondo noi l’imputato agì in base a una lucida premeditazione. A detta delle controparti, l’accoltellamento sarebbe scaturito da uno stato depressivo, che a nostro avviso non c’era - dichiara il legale - Per fortuna il giudice ha sospeso i termini di carcerazione preventiva e lui resta alla Pulce. Il mio assistito ha rischiato la vita: ringraziamo i medici di Bologna che hanno fatto un miracolo. Ma lui è ancora provato: distanza di mesi, la sua tensione emotiva è molto forte".

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