I carabinieri con la piantagione sequestrata

Boretto (Reggio Emilia), 9 settembre 2018 – Libero dal servizio, si è recato a visionare un alloggio, intenzionato ad acquistarlo per farne la sua nuova abitazione. Ma quando si è affacciato dalla finestra, l’uomo, di professione carabinieri, ha individuato nel cortile accanto una serra sospetta. Si trattava infatti di piante di marijuana, amorevolmente curate da una coppia, ora finita nei guai, in quanto denunciata per concorso in coltivazione e produzione di stupefacenti.

Un operaio di 33 anni e la moglie di 28 anni si sono visti anche sequestrare la piantagione, che presentava piante alte oltre un metro. Il carabiniere, avvertendo anche un odore di cannabis, ha subito avuto il sospetto che quello non fosse un orto regolare. E così ha eseguito un sopralluogo diretto, che ha spazzato via tutti i dubbi. Sono arrivati altri colleghi e la piantagione è stata posta sotto sequestro. In casa c’erano pure prodotti fertilizzanti per quelle piante, oltre a un box con impianto di illuminazione a led. Nella mansarda, in un vecchio mobile, è stata rinvenuta una carabina ad aria compressa risultata di proprietà del defunto padre del 33enne, che non era stata denunciata. L’arma è stata sequestrata con il 33enne denunciato anche per detenzione abusiva di armi.