Pirata della strada patteggia a 4 anni e mezzo

Salvatore Iacono travolse e uccise il 48enne Loris Forghieri che viaggiava a bordo della sua bici. Poi scappò e si costituì due giorni dopo

Pirata della strada patteggia a 4 anni e mezzo

Pirata della strada patteggia a 4 anni e mezzo

Travolse e uccise in auto il 48enne Loris Forghieri, in sella alla propria bici in viale Bandini a Reggiolo. Subito dopo l’incidente, avvenuto nel pomeriggio del 24 giugno 2023, il conducente non si fermò. Forghieri fu ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Maggiore di Parma, dove morì dopo ventiquattr’ore di di agonia. A due giorni di distanza dallo schianto, l’automobilista, il 27enne Salvatore Iacono, originario di Cinquefrondi (Reggio Calabria) e residente a Fabbrico, si presentò in caserma accompagnato dal suo legale. Nel frattempo gli accertamenti della polizia stradale e dei carabinieri, coordinati dal pubblico ministero Maria Rita Pantani, avevano già portato a identificare in Iacono colui che aveva provocato lo schianto: vicino alla bici era stato trovato lo specchietto retrovisore di una Ford Focus risultata dell’indagato, fu sentito un testimone oculare e furono visionate le telecamere. Per lui, che era stato arrestato, sono state formulate le accuse di omicidio stradale, fuga e omissione di soccorso, e anche di guida senza patente, che mai aveva conseguito.

Davanti al giudice Luca Ramponi, il giovane, difeso dall’avvocato Fabrizio Pancaldi, ha patteggiato 4 anni e mezzo con il pubblico ministero in udienza Isabella Chiesi. La strada dell’accordo sulla pena era apparsa in salita, in quanto respinta dalla Procura, ma poi le parti sono riuscite a raggiungere un’intesa su cui il giudice ha dato il consenso. Comparso nel luglio scorso davanti al giudice per le indagini preliminari Andrea Rat, Iacono ammise gli addebiti, dicendo di voler pagare per ciò che aveva fatto.

Raccontò di aver colpito il 48enne con l’auto, facendolo cadere a terra: "Poi ho avuto paura e mi sono allontanato". Venendo a sapere che Forghieri era venuto a mancare, Iacono riferì di avere avuto una crisi di coscienza: "Sono stato colto dal rimorso e così ho deciso di assumermi le mie responsabilità". Da allora è stato sottoposto agli arresti domiciliari; nel frattempo ha risarcito il danno ai parenti della vittima e ha fatto pervenire loro, tramite legale, una lettera in cui metteva le scuse per iscritto. A carico di Iacono risulta qualche precedente penale: guida senza patente, ma non solo. Nel marzo 2017 fu arrestato, insieme ad altre due persone, per una serie di rapine in agenzie assicurative, bar, tabaccherie, ristoranti e supermercati tra la Bassa reggiana, modenese e mantovana: per questo filone giudiziario lui ha già scontato la pena.

La scomparsa di Forghieri destò grande cordoglio: lavorava come operaio per la Seat industries; era appassionato di basket – aveva giocato nella squadra del paese, era stato aiuto allenatore e arbitro – e di ciclismo. Abitava a Campagnola con il padre, meccanico di bici, e la madre nota per sua attività di presidente dell’Avis locale: da loro arrivò l’assenso alla donazione di organi come estreml atto di generosità. perché l’improvvisa morte del loro unico figlio potesse salvare altre vite.

Alessandra Codeluppi