A 84 anni è stato preso a calci e pugni – insieme alla badante cinquantenne – dal vicino di casa e ora teme di aver riportato lesioni permanenti all’occhio sinistro. In più, un’altra preoccupazione: quella di andare incontro a un secondo round e a un nuovo ko. L’aggressione (sfociata in una denuncia ai carabinieri presentata da entrambe le vittime) è avvenuta pochi giorni fa in un palazzo di edilizia popolare del quartiere Canalina;...

A 84 anni è stato preso a calci e pugni – insieme alla badante cinquantenne – dal vicino di casa e ora teme di aver riportato lesioni permanenti all’occhio sinistro. In più, un’altra preoccupazione: quella di andare incontro a un secondo round e a un nuovo ko.

L’aggressione (sfociata in una denuncia ai carabinieri presentata da entrambe le vittime) è avvenuta pochi giorni fa in un palazzo di edilizia popolare del quartiere Canalina; un condominio in cui il ricambio generazione vede una prevalenza di nuclei stranieri e, dove i rapporti di vicinato – a causa delle difficoltà di adattamento incontrate da alcune famiglie – sono molto tesi.

Ma da cosa è scaturita l’aggressione?

"A parte i rumori costanti – racconta l’aggredito – ogni santo giorno vengono buttati da un appartamento piatti, bicchieri, scarpe, pezze sporche di feci: ultimamente un monopattino che per poco non ha colpito alla testa la mia badante, che di sotto stava lavando i vetri".

A quanto pare gli autori dei lanci sarebbero i figli di una coppia straniera.

L’84enne ha così avvisato del problema i servizi sociali di quartiere, i quali avrebbero comunicato alla vicina straniera – mamma dei bambini – le lamentele dell’uomo e le sue generalità. E E così la situazione è precipitata. "La sera del 21 giugno si è presentato al pianterreno il marito della donna, che non so se abiti nel condominio, e ha preso a pugni me e la mia badante, anch’ella invalida al 100%. E’ stato necessario per entrambi il trasporto in ospedale, ma io rischio la cecità all’occhio sinistro, avverto perdite d’equilibrio e ho un costante mal di testa. La prognosi sono state rinnovate per altri dieci giorni", dice.

La vittima ora teme di subire una nuova aggressione e chiede ad Acer e alle autorità di prendere provvedimenti.

"Per concedere un appartamento dell’Acer non c’è da valutare solo l’indigenza della famiglia, ma anche il grado di istruzione e di cultura di questa. Poiché l’astio di costoro non sembra assolutamente essersi placato, chiedo che questa famiglia sia trasferita in altri luoghi, dove non possa nuocere alla comunità. Sono cose gravi da ponderare seriamente, poiché a questo punto tutto è possibile in maniera tragica".

Andrea Fiori