Reggio Emilia, 01/04/2021 - Stanchi di essere discriminati: «Vogliamo lavorare». E’ con questo spirito che stamattina i venditori ambulanti del commercio su area pubblica hanno dato vita a una manifestazione di protesta (video), sfilando in un lungo corteo per tutta la circonvallazione reggiana e intasando il traffico. Il raduno dal punto di partenza, alle 9.30 in piazzale Atleti Azzurri d’Italia, ha richiamato quasi 200 automezzi. «Aperti al chiuso, chiusi all’aperto», «Basta chiusure, vogliamo lavorare» e «Senza lavoro e senza sostegni non possiamo andare avanti», sono solo alcuni degli slogan affissi sui loro mezzi di trasporto, pronti a denunciare una situazione divenuta ormai insostenibile, anche messa a confronto con altre realtà commerciali.

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«La categoria dei commercianti su area pubblica è in forte difficoltà - ha commentato il presidente regionale di Confesercenti e Anva, Dario Domenichini -. Tra l’ultimo decreto che prevede ristori veramente risicati e le aperture a singhiozzo, nonostante abbiamo già fatto di tutto per essere a norma e in sicurezza, si crea una combinazione che rischia di essere esplosiva». Alla stanchezza si aggiunge la rabbia, vedendo che alcune attività commerciali al dettaglio possono rimanere aperte perché esercenti di beni di prima necessità (l’abbigliamento intimo o per bambini, per fare un esempio). «Ci sono merceologie - aggiunge Domenichini - che restano vendibili ovunque, tranne che negli spazi mercatali. Oggi manifestiamo perché sappiamo di poter lavorare senza rischi per la salute nostra e dei cittadini come tutti gli altri, dal momento che oltretutto le nostre attività si svolgono all’aria aperta». La modalità trovata dopo il primo lockdown era stata quella del mercato a ingressi contingentati. «Se il Governo non metterà in campo piani seri e definiti per l’emergenza - chiude -, questa sarà solo la prima di tante manifestazioni».