Da sinistra Stefano Zanni e Gabriele Guatteri
Da sinistra Stefano Zanni e Gabriele Guatteri

Reggio Emilia, 14 luglio 2019 - Non è l’Emilia che t’aspetti, quella che incontri varcando la soglia dell’avveniristica sede della Pulcranet srl di Mancasale: l’«Amazon del sacro», così la chiamano, numero uno al mondo nel suo delicatissimo settore.

Non è l’Emilia che si compiace della mitologia del comunista mangiapreti col baffone sovietico, né quella della meccanica agricola da export e dell’enogastronomia sostanziosa. Qui in via Danubio 8, a un passo dalla stazione e dai ponti di Calatrava, si arriva direttamente nella Silicon Valley e l’Area Nord reggiana mostra uno squarcio di straordinario interesse sul futuro prossimo venturo dell’economia digitale, della logistica avanzata, del local interconnesso con globale, dell’e-commerce votato alla soddisfazione totale del cliente. Qui alla Pulcranet – fondata da Stefano Zanni (48 anni, sassolese d’origine) e Gabriele Guatteri (58) – si fatturano quasi 8 milioni di euro annui (per il 2020 si punta a 10 milioni), vendendo online articoli di arte sacra, abbigliamento per religiosi, arredi per edifici cattolici e tutto quanto è necessario per la gestione virtuosa di una comunità parrocchiale o di un monastero.

Siano essi in una grande città nordamericana o in uno sperduto villaggio del sudest-asiatico, Holyart (questo è il nome del sito di questo sterminato magazzino) riesce a recapitare la merce i tempi rapidissimi appoggiandosi ad una rete logistica che copre tutti i continenti. Dall’incenso biologico (ne hanno 150 tipi diversi) alla statua lignea di San Pio da Pietrelcina a grandezza naturale, su Holyart ce l’hanno e te la vendono. Così come vendono ai fedeli di tutto il mondo prodotti dei monasteri (cosmetici, liquori, preparati erboristici e così via), immagini del culto cristiano e oggetti devozionali, siano rosari da donare ai bambini in occasione della Prima Comunione o pezzi d’antiquariato quali antiche icone.

"La reputazione è specchio dei nostri valori etici"

È soprattutto l’atteggiamento morale dei fondatori, Stefano Zanni e Gabriele Guatteri, che fa la differenza: per loro la reputazione è lo specchio valori etici e religiosi che cercano di portare nell’azienda. Lavoro flessibile per andare incontro alle esigenze dei lavoratori (tantissime giovani donne nel call-center poliglotta); ambienti confortevoli e luminosi; un magazzino avveniristico in cui anche i colori soft delle pareti sono fatti per rendere il lavoro a misura di persona e meno stressante; addirittura una sala relax con cucina dove oltre ad aver la possibilità di prepararsi i pasti, i dipendenti il venerdì sera spesso si trattengono per l’aperitivo.

E poi un’etica del commercio rigorosa: «L’ascolto delle esigenze del cliente è fondamentale – spiega Zanni, mostrandoci gli uffici e il capannone –. Si tratta di un settore particolare: il cliente non può sprecare il denaro della comunità, spesso ha bisogni specifici molto particolari, a volte diffida dell’acquisto online ma ci chiede di aver la merce subito disponibile. Non parlo solo di marketing esperienziale: Holyart sono le persone, la relazione di fiducia che si instaura tra noi e loro è fondamentale. È una questione di responsabilità ed una grande soddisfazione personale». 
Dalle pareti dei corridoi svettano gigantografie dei guru dell’informatica (da Steve Jobs a Bill Gates) e di santi con rispettivi aforismi, scelte insieme ai dipendenti. Matteo Ponticelli, responsabile Customer Care e diacono presso l’Unità pastorale Giovanni Paolo II in città, ce li indica e con un sorriso spiega: «Rappresentano lo spirito con cui ci approcciamo al lavoro».