Quando il profitto non dimentica l’umanità

Il convegno ha messo in luce i benefici di un'economia di comunione, che mette al primo posto il bene comune, la dignità della persona e uno sviluppo sostenibile. Un'economia che va oltre il profitto, in cui le persone sono coinvolte e rispettate. Una sfida per il futuro, che richiede una visione cristiana.

Quando il profitto non dimentica l’umanità

Quando il profitto non dimentica l’umanità

Guardare oltre il profitto e la generatività, verso un “fare insieme” per il bene comune, per la dignità della persona e nell’interesse di uno sviluppo che sia sostenibile. Questo il focus del convegno, organizzato dalla Sezione Ucid Reggio (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti), insieme ad Aipec (Associazione Italiana Imprenditori per un’Economia di Comunione), Next (Nuova Economia per Tutti) e Unimore presso l’Aula Magna universitaria di via Allegri, a cui hanno partecipato anche il prefetto Maria Rita Cocciufa e le autorità civili e militari. L’iniziativaha messo in evidenza i benefici che avrebbero le imprese ad operare secondo i principi dell’Economia Civile e di Comunione, come ha spiegato Stefano Zamagni, professore di Economia Politica dell’Università di Bologna: "Mentre per l’economista politico Stato e Mercato sono due istituzioni necessarie e sufficienti, l’economista civile ritiene altrettanto indispensabile un terzo pilastro, quello della Comunità".

Significativa anche la testimonianza di Fabio Storchi, presidente di Unindustria Reggio e di Federmeccanica nazionale: "Il ruolo delle persone, il loro coinvolgimento nella vita aziendale e la loro dignità come membri attivi della comunità si fa sempre più rilevante: come presidente di Ucid Reggio mi sono proposto di portare avanti questi temi sui quali noi imprenditori ci siamo confrontati a lungo, soprattutto nel momentoin cui si devono adottare nuovi piani organizzativi o introdurre novità tecnologiche".

Le conclusioni della giornata sono state affidate al Vescovo di Reggio Emilia e Guastalla, monsignor Giacomo Morandi che ha sottolineato come la giustizia non sia sufficiente per cambiare il mondo, ma occorre applicare alle nostre azioni quotidiane il principio di gratuità: "Cambiare la prospettiva è la grande sfida del futuro. Coloro che agiscono secondo una visione cristiana sanno bene che la giustizia e l’equità sociale non bastano. All’interno delle imprese occorre prendersi cura dell’altro e accettare che il profitto non sia sempre e solo l’unica cosa importante".