CHIARA GABRIELLI
Cronaca

Reggiani a cena con i senzatetto: “E a breve una nuova casa, ospiterà cinque ragazzi”

Successo per la Pastasciutta dell’inclusione a cura de La Nuova Luce e Bibbiano La Culla. Maria Diletto: “Qui nessuna distinzione tra noi, si sta tutti assieme allo stesso tavolo”

In primo piano Maria Diletto alla cena dell’inclusione, accanto Ennio Ferrarini

In primo piano Maria Diletto alla cena dell’inclusione, accanto Ennio Ferrarini

Reggio Emilia, 20 giugno 2024 – Alla Bocciofila Tricolore c’è grande fermento, ci sono tanti sorrisi e risate, mille profumi di cibi diversi. C’è gente che corre da una parte all’altra con i piatti in mano, come i volontari de La Nuova Luce, e chi sta ai fornelli, come Umberto Beltrami, del consorzio ‘Bibbiano La Culla’.

Poi, ci sono i ragazzi accolti nei progetti, quelli ospiti nelle nuove case e persone che attualmente vivono e dormono per strada, delle nazionalità più svariate, cristiani e musulmani, tutti assieme allo stesso tavolo. Una cena dove si respira inclusione, offerta interamente da La Nuova Luce e ’Bibbiano La Culla’. Chi vuole può lasciare un contributo oppure c’è il banchetto dove acquistare dei piccoli capolavori, realizzati da Francesca, Elena e Patrizia. “Una serata bellissima, non mi aspettavo che alcuni ragazzi che vivono in strada venissero qua. Sono persone come noi e sono sedute qui – dice Maria Diletto, alla guida de La Nuova Luce –, voglio bene a loro come fossero miei fratelli, nei momenti tragici (omicidi, ndr) alla stazione, mi sono sempre stati vicino, per me ci sono sempre. Il significato di questa serata è la convivialità tra persone di diverse etnie e culture”.

A fine mese, aprirà un’altra casa (è la terza), in via Turri, dove saranno accolti cinque ragazzi, due pakistani e tre egiziani, “che ho trovato in stazione – racconta Diletto –. Mi dicevano: ‘Vogliamo venire con te, andare a scuola. Vogliamo aiutare, fare quello che fai tu’. Li ho iscritti subito alle lezioni e ora parlano italiano, non mancano mai come volontari in cucina, li ho seguiti anche con i documenti. Loro pagano l’affitto e io ho dato la garanzia, e così sono 12 le persone straniere sistemate nelle case, che seguo personalmente”. La serata di martedì, dal titolo ‘Pastasciutta dell’inclusione’, è un successo: almeno un centinaio i partecipanti.

Maria ha fatto tanto per i suoi ragazzi e i suoi ragazzi hanno deciso che è il momento che sia lei a ricevere qualcosa in cambio: vogliono vederla sorridere, vogliono stupirla e ci riescono, quando tirano fuori dei regali, impacchettati, doni per chi si è preso cura di loro nel momento in cui avevano toccato il fondo e perso ogni speranza. “Maria ci ha presi per mano e dato una vita nuova”, spiegano, pieni di riconoscenza. Andranno a stabilirsi nella nuova casa cinque ragazzi: tra loro Ahmed, Abdul e Mahdi. “Non avevamo nulla, qualcuno di noi stava in comunità, con un progetto, qualcun altro da amici o per strada, non avevamo soldi né lavoro. E adesso andremo a vivere insieme. In una casa bellissima. Grazie a Maria”.

Accanto a loro anche Jawher, tunisino, ci tiene a ringraziare Maria, “la strada fa paura, non volevamo dormire fuori, Maria è come una mamma per noi”, aggiunge. Dopo la cena, il momento clou della serata: l’apertura in diretta della forma di Parmigiano Reggiano dop oltre 24 mesi con l’antica arte del taglio a mano.

“Speriamo che Dio possa riunirci in tante altre occasioni – le parole di don Emanuele Benatti –, perché non si può essere fratelli solo una volta ogni tanto. Chiediamo a Dio che ci aiuti a superare tutti gli ostacoli che dividono anziché unire. Preghiamo soprattutto per i più giovani, perché crescano bene, con il senso della giustizia radicata nel loro cuore e nella loro vita”.

Tra coloro che hanno aiutato nel tempo La Nuova Luce c’è l’associazione Amici Omozzoli Parisetti, con presidente Ennio Ferrarini, presente alla cena. A tavola anche Federica Seghezzi, che ha iniziato a occuparsi degli ultimi con Partecipazione, altra associazione che aiutava senzatetto in stazione, “si portavano biancheria e cibo e altre cose di cui avevano bisogno. Poi ho conosciuto Dario (De Lucia) e l’ho portato con me in stazione. Un giorno abbiamo incontrato Maria e ci siamo legati tantissimo a lei”. “In Comune si dà un premio per i cittadini più virtuosi – aggiunge Dario De Lucia –, sarebbe bello, nel 2024, dare questo premio a Maria”.