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9 giu 2022

Reggio ringrazia Phan "Amo questa città"

Il presidente del Consiglio Iori ha coinvolto nel progetto Grazie il pensionato vietnamita che ripulisce strade e parchi

9 giu 2022
Il presidente del Consiglio comunale Matteo Iori assieme a Phan Van Nghiep, giunto in Italia tanti anni fa. Ha svolto diversi lavori: muratore, benzinaio, tuttofare
Il presidente del Consiglio comunale Matteo Iori assieme a Phan Van Nghiep, giunto in Italia tanti anni fa. Ha svolto diversi lavori: muratore, benzinaio, tuttofare
Il presidente del Consiglio comunale Matteo Iori assieme a Phan Van Nghiep, giunto in Italia tanti anni fa. Ha svolto diversi lavori: muratore, benzinaio, tuttofare
Il presidente del Consiglio comunale Matteo Iori assieme a Phan Van Nghiep, giunto in Italia tanti anni fa. Ha svolto diversi lavori: muratore, benzinaio, tuttofare
Il presidente del Consiglio comunale Matteo Iori assieme a Phan Van Nghiep, giunto in Italia tanti anni fa. Ha svolto diversi lavori: muratore, benzinaio, tuttofare
Il presidente del Consiglio comunale Matteo Iori assieme a Phan Van Nghiep, giunto in Italia tanti anni fa. Ha svolto diversi lavori: muratore, benzinaio, tuttofare

"Con il Progetto ’Grazie’ ringrazio i cittadini che dimostrano di interessarsi alla nostra città e ai suoi abitanti attraverso le piccole scelte quotidiane. E questa volta ringrazio una persona che potrebbe benissimo non sentirsi neppure reggiano, ma che dimostra invece un’attenzione esemplare alla città nella quale vive". Con queste parole il presidente del Consiglio comunale Matteo Iori ha voluto riconoscere il lavoro in città di di Phan Van Nghiep, che dopo 38 anni di lavoro ininterrotto è andato in pensione e ha iniziato a fare volontariato a Reggio. Ogni giorno esce da solo, con i guanti e le pinze, per andare a pulire strade, parchi e luoghi comuni. Perché lo fa? "Perché amo questa città e voglio prendermene cura". Phan è nato in Vietnam dove a 4 anni è rimasto sordo per lo lo scoppio di una bomba. Da allora non è riuscito mai più neanche a parlare. A 18 anni ha deciso di scappare dal paese in guerra e dopo due anni di traversie, grazie all’Unicef, è riuscito ad arrivare in Italia. "Come mi dice la moglie Maria Craciun, che traduce il suo linguaggio dei segni, è arrivato nel nostro paese con solo una maglietta, un paio di pantaloni corti e delle ciabatte infradito. Era sordomuto, non conosceva nessuno, non sapeva né leggere né scrivere e non conosceva neppure la lingua dei segni".

Lo Stato lo manda come profugo ad Albenga dove viene accolto per alcuni anni in una chiesa nella quale una suora lo aiuta a fare i documenti di rifugiato e lo introduce in una scuola per sordomuti dove impara anche a leggere e a scrivere.

Appena riesce a regolarizzarsi inizia a lavorare facendo di tutto: muratore, benzinaio, tutto fare in un campeggio e tanti altri lavori. Nel 2022 dal Vietnam è arrivata la certificazione e dopo 30 anni Phan è potuto diventare cittadino italiano. "Una persona che proviene dall’altro capo del mondo che decide ogni giorno di uscire e pulire la nostra città, rappresenta un ottimo esempio perché ci aiuta a capire quanto anche noi dovremmo curare i luoghi nei quali viviamo e le relazioni che abbiamo, perché sono le piccole scelte quotidiane quelle che fanno la differenza".

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