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27 set 2019

Correggio, Renato Frignani ha attraversato a piedi l'Italia

L’operaio ha lasciato il lavoro per cimentarsi in un’avventura speciale: un viaggio a piedi sul Sentiero Italia, iniziato lo scorso marzo dall’Isola d’Elba e che si concluderà a novembre

antonio lecci
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Renato Frignani

Reggio Emilia, 28 settembre 2019 - Di strada ne ha percorsa tanta, Renato Frignani, il correggese che nei mesi scorsi ha deciso di lasciare il suo lavoro di operaio per cimentarsi in un’avventura davvero speciale: un viaggio a piedi sul Sentiero Italia, iniziato lo scorso marzo dall’Isola d’Elba e che dovrebbe concludersi a novembre nei pressi del confine con la Slovenia, dopo un percorso che attraversa in lungo e in largo la Penisola, per un totale di 6.800 chilometri. Dopo aver attraversato diverse regioni, ora Renato si sta avvicinando al territorio reggiano. «Ora – racconta – sono partito da Pracchia, in provincia di Pistoia, per entrare sull’Appennino Modenese».

Oggi è atteso alle 17 a un incontro pubblico al Rifugio Ca’ Silvestro a Fiumalbo. «Mi concedo un meritato stop di due giorni nel Modenese – aggiunge Frignani, sempre accompagnato dal suo inseparabile cane Pulce, trovato abbandonato lungo il cammino. Poi sarò sul Crinale reggiano, dal passo di Pradarena al Cerreto fino a Succiso, la prossima settimana. Il percorso mi porterà poi in Liguria, direzione Piemonte e Val d’Aosta, per poi incamminarmi verso il confine sloveno. Quando arriverò? Prevedo a novembre, ma le stime non sono ancora molto chiare. Dipende molto dal meteo. Ci sono fattori ambientali che mi costringono a rallentare, se non a fermarmi. Se trovo grosse difficoltà cerco di risolverle, anche con deviazioni temporanee o con soste forzate. Ma devo dire che finora non mi è mai capitato di dover ipotizzare l’abbandono di questa avventura». 

Renato conferma l’importanza dei rapporti umani, che ha consolidato in questo viaggio: «L’aspetto principale di questa avventura – spiega – è proprio l’incontro con la gente. Ho trovato tanta solidarietà, tanto altruismo. Non mi è mai capitato di incrociare persone ostili in questo lungo percorso sui sentieri. Anche se c’è ancora diffidenza e menefreghismo verso chi cammina con zaino in spalla accompagnato da un cane…». Intanto, sta pregustando il transito in terra reggiana: «Dovrebbero raggiungermi i miei familiari. Inoltre, dovrebbero arrivare anche degli amici, che cammineranno con me per un pezzo di percorso. Saranno dei bei momenti…».

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