NINA REVERBERI
Cronaca

Ricorso contro l’Unione accolto per 2 agenti su 3

Erano stati trasferiti senza il nulla osta del sindacato di cui sono dirigenti. Confermata la piena autonomia operativa dei vertici della Polizia locale.

Ricorso contro l’Unione  accolto per 2 agenti su 3

Ricorso contro l’Unione accolto per 2 agenti su 3

di Nina Reverberi

Accolto per due agenti della munipale, respinto per il terzo il ricorso presentato dal sindacato Csa contro il comandante della Polizia locale e l’Unione Val d’Enza. "Il Giudice del lavoro conferma il comportamento antisindacale dell’Unione Val d’Enza contro il Csa - esulta il segretario Csa, Federico Coratella -. I nostri dirigenti erano stati spostati da una sede all’altra senza preventivo nulla osta dell’organizzazione sindacale. Il Giudice ha sentenziato che due dirigenti sindacali devono tornare dove erano assegnati prima del trasferimento, mentre il terzo, avendo in atto una mobilità esterna verso un altro ente, non verrà trasferito nella sede precedente".

Csa lamenta la mancanza di solidarietà da parte degli altri sindacati: "Come dire: visto che i nostri dirigenti sindacali non sono stati spostati che se la veda il Csa... Ora terremo sotto osservazione l’amministrazione e il comandante in quanto dovranno ritrasferire immediatamente al posto precedente i due dirigenti sindacali a San Polo".

"Ci spiace per i cittadini - conclude Coratella - che senza questa presa di posizione sbagliata dell’amministrazione e del comandante avrebbero potuto risparmiare qualche migliaio di euro dell’azione legale che li ha visti soccombenti e il tempo che hanno impiegato per la fase processuale".

"Prendo atto della sentenza - interviene Luca Ronzoni, presidente dell’Unione Val d’Enza - che alla fine accoglie parzialmente il ricorso presentato dal sindacato Csa, dal momento che stabilisce il ripristino di due iscritti e rigetta la domanda per il terzo. La corposa premessa ricostruisce il complicato quadro normativo che deriva dall’intreccio delle rispettive norme sul lavoro e i regolamenti che disciplinano le unioni, evidenziando come la definizione di “unità produttiva”, centro della controversia, sia interpretativa e non oggettiva".

"Rimane inalterata l’autonomia organizzativa del comandante cui compete la direzione del corpo - sottolinea Ronzoni -. Ringraziamo il Giudice per il lavoro svolto e soprattutto per l’apprezzamento che nella discussione finale è stato riservato alla riorganizzazione del corpo gestita dal comandante Davide Grazioli. Operazione che ha segnato un importante cambio di passo, cui continueremo a dare seguito, mantenendo il percorso organizzativo intrapreso basato sulla massima autonomia operativa del Comandante e condiviso da tutti i Sindaci dell’Unione".

"Spero che il percorso positivo intrapreso dai nuovi agenti della Polizia locale presso il mio comune possa proseguire - interviene il sindaco di San Polo, Franco Palù -, il gradimento dell’operato mi è stato comunicato da molti cittadini. Mi auguro non venga interrotto il rapporto di fiducia intrapreso".