CLAUDIO LAVAGGI
Cronaca

Reggio Emilia, la seconda vita di Romano Incerti: “Dopo aver sconfitto un tumore corro portando sacchi di sabbia e alzo palle di cemento di 50 chili”

Ha 61 anni e, dopo un passato nel podismo, da 5 si dedica alle ’spartan race’. “Credetemi, è molto divertente”

Romano Incerti, pensionato di 61 anni, è originario di Rio Saliceto ma abita a Correggio

Romano Incerti, pensionato di 61 anni, è originario di Rio Saliceto ma abita a Correggio

Reggio Emilia, 11 luglio 2024 – C’è un podista storico, al quale non sono bastate oltre 300 gare da 10 chilometri, 130 mezze maratone da 21 e 65 maratone da 42 chilometri e spiccioli.

Romano Incerti, oggi sessantunenne, è voluto andare sul duro e in particolare sulle spartan race.

Incerti, di cosa si tratta?

“Sono corse da Spartani, corse a ostacoli in cui ci si può imbattere in ponti di legno, scivoli insaponati, corde, pietre, fango messi apposta per rendere il percorso più duro e al tempo stesso più divertente. Salvo che sono lunghe anche sino a 60 chilometri e gli ostacoli sono tanti”.

Anche la terminologia è sintomatica…

“Sì, perché si parte dalle sprint di 5 chilometri e 20 ostacoli, per passare alle super da 13 con 25 ostacoli e arrivare alle ’beast’, che ovviamente sta per bestia, 21 chilometri e una trentina di ostacoli. Non bastasse, ci sono le ultra da 57 chilometri e 77 ostacoli. La distanza conta, ma non è la sola, visto che ci possono essere anche tratti a nuoto in acque solitamente fredde”.

Lei propende per le bestie?

“Ne ho corse cinque, l’ultima delle quali la settimana scorsa a Morzine, in Francia, sicuramente una delle più dure che ho fatto. Io non corro per la classifica, ma per portarle a termine e alla mia età è un grande risultato”. Ci racconta qualcosa di lei?

“Sono di Rio Saliceto, ma abito a Correggio. Ai tempi d’oro del podismo, viaggiavo sui 3’20’’ a chilometro, diciamo 1h.12’ sulla mezza e 2 ore e 34 minuti nella maratona. Questo è il mio record fatto a Cesano Boscone. Erano bei tempi, c’erano tanti campioni, io mi allenavo con i vari Cilia, Galli e Artioli ed eravamo proprio un bel gruppo”.

E poi?

“Poi l’età avanza e 27 anni fa sono passato per una bruttissima esperienza, un tumore che avrebbe potuto avere conseguenze terribili. Ora fa parte dei brutti ricordi del passato, ma da lì è ripartita la mia seconda vita sportiva. Queste nuova disciplina la pratico dal 2019 e la condivido con la mia compagna Elisabetta. Lei non gareggia, ma è li, mi sostiene, mi incita, scatta foto: in queste prove gli spettatori possono essere a contatto con gli atleti, purché non danneggino nessuno”.

Ma non sono gare pericolose? “E’ molto più pericoloso fare 100 chilometri in bicicletta sulle nostre strade che prendere parte a queste gare molto naturali. E’ ovvio che ci vuole preparazione fisica alla corsa, a volte anche al nuoto (in carriera ho pure fatto tre anni di subacquea) e una certa forza di braccia. Pensi che alziamo una palla di cemento di 52 chili, o sacchi di sabbia da 30 da portare avanti e indietro sul percorso. Molti ostacoli hanno bisogno di una tecnica particolare e ci vuole un istruttore specializzato. Senza parlare delle condizioni climatiche che possono aggiungere ulteriori difficoltà, a volte il campo gara è apocalittico”.

E pagate molto per faticare? “Beh, insomma, dipende quando ci si iscrive: se lo fai all’ultimo certe gare costano anche 150 euro”.

E ora la domanda finale è scontata. Ma chi glielo fa fare?

“Ah ah - ride Incerti - ovviamente nessuno, per me è divertimento, passione, in un certo senso credo che queste gare creino una sorta di dipendenza, fatta una, poi non si riesce più a smettere. A proposito, il 20 settembre ne ho una a Misano”.