Cadelbosco Sotto (Reggio Emilia), 24 ottobre 2021 - C’è incredulità e c’è anche tanta disperazione e pure rabbia. Una tragedia che sulle prime, così, non si spiega. Non è possibile spiegare, perché un ragazzo di ventinove anni abbia finito la sua vita in modo così cruento e tragico. Ovvero freddato a colpi di pistola nella ditta di pneumatici 'Dante Gomme' dove lavorava fino a circa un mese fa.  Per questa tragica e terribile vicenda il titolare, Dante Sestito, 70 anni, è stato arrestato e condotto nel carcere di Reggio Emilia con l'accusa di omicidio, ricettazione e porto illegale di armi e munizioni. L'uomo di Cutro (Crotone) e residente a Cadelbosco Sopra (Reggio Emilia), gestore dell'autofficina di ricambi pneumatici di via Verga.

Quella di Salvatore Silipo un'esecuzione in piena regola

Una foto all’interno dell’officina: a sinistra Dante Sestito e a destra Salvatore Silipo

Il cugino ed il fratello di Salvatore Silipo sono riusciti a scappare, arrampicandosi sopra la rete di recinzione che delimita l’ampio parcheggio dell’esercizio commerciale e fermare una pattuglia dei carabinieri arrivata a sirene spiegate allertata da alcuni residenti delle case adiacenti al negozio che avevano sentito esplodere gli spari. Dante Sestito ed il figlio sono stati immediatamente fermati e portati in caserma a Guastalla e successivamente a Reggio. Dove sono stati interrogati per tutta la notte.  Assieme a loro, è stato portato in caserma anche il fratello della vittima, Francesco, in quanto testimone oculare della vicenda per approfondire anche la sua versione. In via Verga, sono rimasti gli specialisti del Ris di Parma, e della scientifica. A loro il compito di trovare ulteriori riscontri per arrivare alla piena soluzione dell’ennesimo omicidio che insanguina la provincia di Reggio. 

Non c’è un perché, ancora. Ma quello che rimane è che Salvatore Silipo lascia nel dolore e nella disperazione una moglie e soprattutto due bimbi piccoli, un maschietto di due anni ed una femminuccia nata appena venti giorni fa. Salvatore risiedeva da anni a Santa Vittoria, la famiglia è originaria di Cutro in Calabria. Frequentava spesso Guastalla, alcuni luoghi di svago lì, e veniva descritto come una persona: "Estremamente allegra e disponibile. Piena di spirito - racconta chi lo conosceva -. Sempre disponibile e di buon umore".

Un quadro che viene confermato anche da chi lo frequentava e che è rimasto sconvolto dall’appprendere la notizia della sua tragica fine: "Era un gran lavoratore, serio, sempre pronto ad aiutare gli altri e le persone. Un ragazzo normalissimo, ma estremamente gentile e disponibile con tutti".

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Un ritratto che è anche confermato da alcuni clienti dell’officina di cambio pneumatici per cui ha lavorato sino ad una decina di giorni orsono, fermatisi all’esterno dell’ampio parcheggio del negozio, proprio sul ciglio della rotonda alle porte di Cadelbosco: "Sinceramente non mi capacito. Probabilmente è stato lui uno dei due che mi ha cambiato le gomme qualche settimana fa - racconta una cliente del negozio -. ’Dante gomme’ era il mio gommista da quando il negozio si è trasferito qui a Cadelbosco. Salvatore non lo conoscevo di persona, ma sapevo che era uno dei ragazzi che lavoravano in officina. Me lo ricordo perché quando ho portato la mia macchina per il cambio pneumatici pur non essendo sua incombenza andò dal suo collega e gli disse “ti dò una mano, così facciamo prima“. Adesso che è successo, ciò che è successo, mi viene in mente questa frase".

Va detto che nonostante questo ritratto a ’tinte rosa’, nel passato della vittima affiora una macchia: a metà del 2020, infatti, era stata arrestato insieme ad un’altra persona per un’attività di spaccio di cocaina, con la base in un garage nel paese di Gualtieri. ’Dante gomme’ si è trasferita a Cadelbosco Sopra solo da qualche anno, precedentemente si trovava a Cavazzoli. Si tratta di un capannone molto ampio diviso in due parti, con un negozio-reception, dove è avvenuto l’omicidio, ed una parte posteriore, dove vengono svolti i lavori di cambio pneumatici da parte dei dipendenti. Da quanto emerso sul luogo della tragedia, Dante Sestito, il titolare storico dell’officina, non si vedeva più con assiduità sul posto di lavoro. La quotidianità dell’azienda era portata avanti dai figli.