Saman Abbas: la trasformazione della ragazza pachistana
Saman Abbas: la trasformazione della ragazza pachistana

Novellara (Reggio Emilia), 28 maggio 2021 - Un fermo immagine da brividi lungo la schiena e che lascia presagire l’orrore. Tre persone, con due pale, un secchio contenente un sacchetto azzurro, un piede di porco e un altro attrezzo non meglio identificato. È quanto hanno ripreso le telecamere acquisite dai carabinieri nella zona dell’abitazione di Saman Abbas, la 18enne pakistana di Novellara, della quale non si hanno più notizie da oltre un mese. Un video che – ha riferito ieri la Procura di Reggio con una nota firmata dal procuratore capo reggente Isabella Chiesi – risale al 29 aprile scorso. Alle 19,15 di quella sera sbucano le sagome degli uomini che si dirigono nei campi sul retro della cascina, per poi rientrare alle 21,50. Ecco perché l’ipotesi dell’omicidio si fa predominante nel fascicolo d’inchiesta coordinato dal sostituto procuratore titolare Laura Galli.

I genitori sono indagati, così come lo zio. Ma potrebbero esserci altre persone tra quelle immortalate dalle telecamere (non si esclude che uno di questi possa essere il padre). Ma la famiglia è tornata nel Paese d’origine. E questo fa insospettire parecchio gli investigatori. Tant’è che è già stata chiesta una rogatoria per rintracciarli attraverso i canali della cooperazione internazionale.

Ricostruiamo la vicenda con le tappe salienti. La giovane decide di tornare a casa l’11 aprile dopo quattro mesi in una comunità del bolognese. Qui si trovava sotto regime di protezione dal 27 ottobre (quando ancora era minorenne, maggior età poi raggiunta il 18 dicembre) dopo aver chiesto aiuto agli assistenti sociali della Bassa Reggiana denunciando ad ottobre di fatto i genitori di volerle combinare un matrimonio con un cugino. C’erano già i biglietti aerei pronti – con data 17 novembre – per le nozze in patria il 22 dicembre.

Ma perché Saman vuole tornare a Novellara sapendo di una situazione familiare avversa? Nonostante i carabinieri glielo sconsigliano, lei insiste. Riferendo di voler andare a prendere dei documenti. Forse per andarsene definitivamente? Il 5 maggio i militari tornano da lei per portarle una notifica di alcuni atti giudiziari da firmare. Lei non c’è. E i genitori neppure. Scattano le indagini e si apprende, tramite l’azienda agricola dove lavora il padre della ragazza, che la famiglia è tornata in Pakistan d’urgenza. "Perché una zia sta male", riferisce un parente al telefono col datore di lavoro novellarese dopo vari tentativi di chiamate. Nelle liste d’imbarco alla Malpensa, mamma e papà Abbas ci sono. Ma Saman no. Scattano le indagini. Prima si cerca facendo un tentativo in Belgio, dove la ragazza nel giugno 2020 si era allontanata. Ma non risulta. Le unità cinofile coi cani molecolari intanto cominciano a battere la zona agricola intorno all’abitazione. In aiuto anche i vigili del fuoco per cercare nei canali d’irrigazione, svuotati pure all’occorrenza. Ma niente. "Allo stato non è stato rinvenuto nulla", conclude la nota della Procura. Le ricerche proseguono. Mentre giorno e notte gli uomini del nucleo investigativo del comando di Reggio e i colleghi della compagnia di Guastalla continuano a scandagliare ore e ore di filmati delle videocamere. In attesa di ulteriori indizi di quanto purtroppo tutti temono.